Arieccolo

Torno nuovamente sulla questione del film “The Millionaire”, sulla quale ho già detto la mia in coda alla recensione di Burn After Reading, dopo aver letto questo articolo apparso su Repubblica.it. Penso che le dichiarazioni del cotanto stimato autore siano più patetiche dello stesso film: ci voleva uno scrittore in odore di Nobel per dirci che è improbabile, se non impossibile, che un ragazzino indiano di strada possa vincere una puntata di “Chi vuol essere Millionario”? Grazie Salaman, da soli non ci arrivavamo, ma qualcosa mi dice che l’idea portante del libro da cui è tratto il film era proprio questa…  La vera bruttura del film (e del libro) non è la trovata di far vincere una gara di cultura a uno che di cultura non ne ha, ma il fatto che il protagonista partecipi alla trasmissione solo per potersi far vedere dalla sua amata, fottendosene dei soldi, The Millionaire è un film falso e furbo, per quindicenni innamorate, questo è. Punto.

Da un letterato mi sarei aspettato piuttosto sarcasmo sull’ultima domanda della trasmissione, quella che rende il protagonista milionario, “qual è il terzo moschettiere del romanzo di Alexandre Dumas: Athos, Porthos e…”, mi sembra un po’ poco, qualcuno potrebbe pensare che il romanzo in questione sia poco conosciuto in India, ma all’inizio del film si apprende che era una lettura scolastica dei protagonisti, e quindi è verosimile che sia un romanzo alquanto noto anche lì.

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