Quelli che sognavano di stare dietro a uno sportello di banca e si ritrovano davanti a uno della Snai

La Borsa va giù e porta con sé all’inferno quote di aziende sane e pezzi di società farlocche, capitali fittizi e soldi veri di ignari risparmiatori. Le banche presteranno meno soldi a imprese e famiglie che si traduce in calo dei consumi e disoccupazione. Ancora in Italia non abbiamo assistito alla chiusura degli esercizi commerciali con effetto domino come è accaduto in Uk, ma al contrario ho avuto modo in questi mesi di assistere a un fenomeno contrario; la miracolosa moltiplicazione delle agenzie di scommesse. Nel mio isolato ce ne sono ben 2, attenzione non ho detto nel mio quartiere, ma nel mio isolato, e non abito a Las Vegas, ma in un quartiere popolare di Roma. Attraversando la strada e camminando per 2 minuti 2 ne incontro un’altra, allora torno indietro verso la fermata dell’autobus e cosa vedo? Un’altra agenzia? No. Un locale di slot machine, con decine di slot machine, che fortunatamente ho modo di vedere attraverso le vetrate fumè, lampeggiano in totale solitudine, nessuna pensionata col demone del gioco ci si è incollata come un lichene a un sasso islandese, ma potrebbe essere un’illusione dovuta all’orario (le 4 del pomeriggio). Ok, torniamo alle agenzie di scommesse sportive, faccio la mia ricerchina su internet e scopro che l’ammontare dei guadagni del settore a gennaio 2009 rispetto a gennaio 2008 è stato del 25,23% (fonte MilanoFinanza), mica male di questi tempi, ah… per i fecitisti dei numeri il ricavo totale del SOLO mese di gennaio 2009 è stato di 343,7 milioni di euro (dati forniti dai Monopoli di Stato). Ora non ci vuole di certo un professore emerito di Berkeley per capire che quando c’è una crisi economica lo charme del gioco aumenta. E aggiungo che, probabilmente, maggiore è la percezione della mancanza di soldi maggiore è la tendenza dei giocatori ad investire in giocate più rischiose, in quanto più remunerative; il pay-out (cioè le vincete) del 01/2008 era del 78%, al 01/2009 è stato del 71%. Ad ogni modo le scommesse sportive non sono il male assoluto, anzi (e non lo dico solo perchè per me la domenica non è domenica se non faccio la “bolletta”), ma rispetto a Bingo, gratta&vinci, lotto e superenalotto c’è un bel salto in avanti, mi riferisco alla relativa facilità di vincere piccole somme. Non so se nella storia del nostro bel paese ci sia stata più gente rovinata dal totocalcio o dal lotto, così a naso direi la seconda. Ma il pericolo è comunque dietro l’angolo, e il pericolo non è il gioco, ma il giocatore (scusate la banale retorica).

Forse in questo particolare momento sarebbe da inserire qualche nuova regola del gioco; non intendo la tassazione delle vincete, ma un tetto alle vincite. Non un massimale all’importo giocato (che già esiste ma andrebbe comunque abbassato, e di molto), ma un massimale al “moltiplicatore” cioè al numero di scommesse nella singola giocata (indirettamente proporzionale alla probabilità di vincere); un giocatore patologico o un disperato, può giocarsi anche l’anima in una serie di scommesse che “promettono” di cambiargli la vita. Non sarebbe la soluzione definitiva, ma sarebbe un buon inizio.

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