L’amore a Londra e in altri luoghi

Ho conosciuto Flavio Soriga grazie a una bella e divertente ospitata a le Invasioni Barbariche (di cui purtroppo non ho trovato traccia nel web). Doveva essere aprile o fine marzo dello scorso anno. Non ho una grande memoria temporale, ma una data me la ricordo bene; era il 14 aprile 2008, ero in treno, Taranto-Roma, ascoltavo la radio e apprendevo che l’Italia c’era ricascata, Berlusconi aveva vinto di nuovo le elezioni. Mi tormentavo sul sedile, toglievo e rimettevo gli auricolari nelle orecchie, facendole diventare rosse, le sentivo in fiamme, probabilmente lo ero anche in faccia, rosso, come non lo sarebbe stato più nessuno scranno del Parlamento. Davanti a me un ragazzo leggeva “Sardinia Blues”, il romanzo di quello scrittore che avevo visto su La7 qualche giorno prima. Leggeva e sorrideva, sembrava godersela, la sua lettura. Li odiai entrambi; Soriga e quel ragazzo, autore e lettore. Poi però mi è passata e ho letto “L’amore a Londra e in altri luoghi” (che mi è finito nelle mani in maniera alquanto insolita), edito da Bompiani,15€ in libreria, 12 se lo ordinate su IBS.

“L’amore a Londra e in altri luoghi” è una raccolta di otto racconti, storie di sentimenti contrastanti, fra terre di origine e città d’adozione, tra genitori persi per sempre o solo per un attimo, tra amanti e “congiacenti”. Nel primo e più lungo fra i racconti, “Aprile” (ambientato in Sicilia, anche se non viene mai specificato, tutto lo fa credere), il protagonista accompagna il lettore da un’infanzia anagrafica e geografica (“noi eravamo un isolotto di un’isola più grande”) alla maturità, con tutte le conquiste e le perdite che ciò comporta. Senz’altro è il racconto con “più roba”, malinconico e nostalgico. Andando avanti nella lettura arrivano, però, anche momenti ironici, come lo strambo matrimonio in stile simil-buddista nella campagna toscana raccontato nel “Congiacente”, mentre in “El Presidente” (storia d’amore tra un dittatore sudamericano e un’attricetta italiana), abbondano le allusioni alla tragicommedia della democrazia nel nostro Paese. L’ultima storia invece, “Candele” è un breve e delicato racconto dalle atmosfere benniane. A trequarti della lettura pensavo che ogni racconto avesse un’anima gemella, con un personaggio comune che unisse invisibilmente le storie a due a due, ma poi non sono riuscito a completare il gioco delle coppie.

Io ho un’intolleranza verso determinate parole, soprattutto nei titoli. Nello specifico la parola amore mi provoca noia e dermatite. Ma fortunatamente il mostro semantico citato nel titolo del libro non ha nulla a che vedere con i Baci Perugina. Soriga non coglie fiori di campo ai bordi dei sentieri di montagna, lui ci si infila dentro, alla montagna, nel suo ventre. Non cerca facile e inutile romanticismo, quello che interessa allo scrittore sardo è il dolore che come un fiume carsico scava la terra sotto i piedi. A livello formale c’è qualcosa, però, che nello stile di Soriga non mi convince, qualcosa che probabilmente dipende dai modelli letterari; puri quelli dell’autore, bastardi i miei. Ma gli riconosco una grande dote: il senso del finale. La supremazia dell’incipit è un mito che hanno creato quelli che i libri li vendono, ma non li scrivono. Un autore vero sa che il finale è la cosa più importante, è la porta della gabbia, che il lettore può aprire per farsi divorare dalla bestia che vive nella storia.

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4 pensieri su “L’amore a Londra e in altri luoghi

  1. Sono felice che ti piaccia Flavio perchè l’ho sentito l’altro ieri e abbiamo concordato un incontro a Togunà per il 18 aprile…
    ecco, ora lo sai in anteprima assoluta….

  2. ciuffolo

    anche a me piace molto Soriga, non credevo e invece l’ho scoperto in un momento in cui mi sentivo svuotata da una delusione ho letto questo libro e mi sono sentita l’autore stesso coi piccoli drammi quotidiani che a volte ci appaiono insuperabili…grazie flavio

  3. GenovaPerNoi

    Io avevo letto Sardinia Blues e mi era piaciuto molto, questo me lo hanno sconsigliato dicendomi che con Sardinia non c’entra nulla ed è abbastanza brutto, comunque lo lggerò per farmi un’idea mia

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