Dario e l’antica arte di vendersi

Alla fine la Cosa Rossa atto II si chiamerà “Sinistra e Libertà”, scansando l’ipotesi di una “Sinistra delle Libertà” o “per le Libertà” su cui mi ero già espresso in questo post. Presentato anche il simbolo che non allego per questioni estetiche (non so se è chiara l’antifona), ma che potete “ammirare” sul sito di Movimento per la Sinistra. “Penso che non possa funzionare il principio dell’autosufficienza sostenuto dal Pd veltroniano, perché significa candidarsi a perdere sempre. Bisogna costruire le alleanze”, così commenta Vendola, inviando idealmente un mazzo di rose a Franceschini. Non c’è posta invece per Ferrero, che in settimana ha dato spettacolo in un autogol che neanche Zaccardo ai mondiali di Germania: “Da Franceschini proposta di elemosina di Stato” (qui l’articolo sul Blog Ferreriano), commenta lapidario il segretario di Rifondazione in merito alla proposta Pd di un contributo straordinario di due punti irpef sui redditi alti. Ovviamente Ferrero non intendeva criticare la tassazione dei redditi sopra i 150 mila euro, bensì la straordinarietà dell’intervento, coerentemente alle sue idee. E coerentemente alle sue idee il 14 marzo critica gli interventi del Governo con la stessa lapidaria definizione: “elemosina”. Però questa volta è meno duro, aggiungendo “Certo e’ meglio che un calcio nei denti” (notizia riportata da Libero su fonte Adnkronos). Sembrerebbe che il buon Ferrero sia più tollerante con la destra che con gli ex amici e alleati. Forse è così, o forse è semplicemente un errore di comunicazione, ed è di questo che voglio parlare oggi: di comunicazione. Contrariamente a quanto fa credere il nome di un corso di Laurea particolarmente di moda, la comunicazione non è una scienza ma un’arte. Si possono imparare le tecniche, ma l’efficacia e il successo dipendono soprattutto dal talento del soggetto e dal caso.

Avete presente gli spot in cui una voce fuori campo (o un tipo vestito da professore), descrive le caratteristiche di un prodotto utilizzando termini tecnici? Si chiama “Euristica dell’esperto”, il senso è quello di mettere alle corde lo spettatore, facendogli pensare “Non ci sto capendo un cazzo, ma da come parla questo sicuramente è uno che sa il fatto suo!”. Questa era la tecnica principe della prima repubblica, unita all’euristica della lunghezza del messaggio, ovvero più si parla di una cosa, più complessa e ragionata appare a chi l’ascolta. Oggi, questa tecnica è utilizzata solo dalle vecchie leve o dai virtuosi, ma rimane un must quando non si sa cosa dire (vedi anche “supercazzola”). Altra strategia pubblicitaria è quella di associare un sensazione positiva al prodotto da vendere, accompagnando le immagini della merce con una musica gradevole, o con altre immagini che ispirano tenerezza o serenità, come bambini, cuccioli, spiagge tropicali ect. È inutile dire che maestro di questa tecnica è Berlusconi, che ricorre spesso anche alle allusioni sessuali, di cui la pubblicità è zeppa anche e soprattutto a livello subliminale. Sistema sempre verde è quello noto come “piede nella porta”, chiamato così perché usato dai venditori porta a porta (ma non solo): “Scusi stiamo svolgendo un sondaggio sul rapporto tra italiani e libri, a lei piace leggere?”, l’intervistato, anche se è analfabeta, per desiderabilità sociale dirà di sì, e alla domanda “Quanti libri legge in un anno?” sparerà un cifra pari al doppio di tutti i libri letti in vita sua, a questo punto il venditore può fare la sua proposta “Ah ma allora la nostra offerta fa al caso suo: 5 libri al mese al costo di 4”, e il tipo si sentirà quasi costretto ad accettare. È quello che succede con i partiti cattolici: credi in Dio? Credi nei valori cristiani? Bene, allora devi votare per noi, perché noi rappresentiamo quello in cui credi.

Questa è scuola, poi c’è il talento. Ma anche la fortuna. Come il talento di Dario Franceschini (la cartolina inviata a Berlusconi è un capolavoro: nell’immaginario collettivo la cartolina è una delle cose più economiche che c’è, l’aver scelto proprio una cartolina per lanciare una proposta per risparmiare denaro pubblico è da vero artista) e la fortuna di Franceschini Dario, la fortuna di essere il signor Nessuno, lo sfigato scelto per portare la cassa da morto sulle spalle fino ad ottobre (ma diciamolo, anche il coraggio); perché la gente,  si sa, con i deboli non ha pietà, ma dei deboli che alzano la testa ha rispetto.

Buona fortuna Dario. Buon lavoro Franceschini.

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7 pensieri su “Dario e l’antica arte di vendersi

  1. damb78

    ma intanto in Italia chi la fa l’opposizione? Mentre a sinistra si discute, si cade, si inciampa, ci si rialza, in Italia tutto viene compiuto senza che nessuno replichi. D’altronde, nemmeno quando era al governo la Sinistra ha avuto il coraggio di cambiare quello che andava cambiato con priorità assoluta. “E’ una cosa di una gravità inaudita”, come direbbe il caro Di Pietro…

  2. Caro Damb, non devi fare come il vecchio che nasconde il dito dietro al cane che abbia alla luna, lo sai come si dice a Monte nero di bisac? xyxyxyxyx e vota ‘a facc

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