Come si scrive 44 miliardi?

Pochi giorni fa Roberto Saviano è stato ospite di Fabio Fazio su Rai3, la cosa ha avuto una certa eco da una parte per essere stata la più lunga esposizione mediatica del coraggioso scrittore, dall’altra per aver avuto un riscontro di share aldilà di ogni più rosea aspettativa. Ok. Quando si parla di mafie tutti abbassano lo sguardo seriosi, ci si dà pacche sulle spalle per farsi coraggio e si rispetta un minuto di silenzio a centrocampo. E poi si parla di altro, e i problemi, quelli veri, diventano altri, come la crisi, i soldi a fine mese, la disoccupazione. Ma possibile che nessuno abbia mai detto chiaramente che la lotta alle mafie è, e sarebbe, un’incredibile risorsa economica? Forse ci aveva provato Veltroni, all’inizio della sua campagna elettorale, dichiarando che la lotta alle organizzazioni criminali sarebbe stato l’impegno numero uno del Pd, ma poi tutti sappiamo come è andata a finire. L’Eurispes ha calcolato che nel solo 2008 la ‘Ndrangheta ha raccolto introiti pari a 44 miliardi di euro (oltre 27 mld dal traffico di droga, quasi 6 dalle imprese e dagli appalti pubblici, 5 dall’usura, 3 dal traffico d’armi, quasi 3 dalla prostituzione), 44 miliardi… 44 miliardi. Quanti? 44 miliardi. In altre parole? 3 punti di Pil. E quanti sono 3 punti di Pil? Basti pensare che la proposta di Franceschini di un sussidio di disoccupazione è stato bocciato dall’esecutivo perché sarebbe costato 1,5 punti di Pil. Comunque dicevo: 44 miliardi, e della sola ‘Ndrangheta e solo dalle attività propriamente illecite, senza contare il moltiplicatore dell’investimento di denaro sporco in attività lecite, ad esempio si sa che la ‘Ndrangheta sta acquistando a tappeto locali nel centro di Roma. Supponendo che per magia si riuscissero a fermare le attività della Cosa Nuova calabrese, non sarebbero tanto i 44 miliardi a dare respiro all’economia italiana (che non rientrerebbero in toto nell’economia buona), ma il vantaggio sarebbe rappresentato dal cambiamento sistemico; pensate all’imprenditoria libera di crescere senza più il cappio del racket e il relativo ritorno occupazionale, pensate al tamponamento dell’emorragia di denaro negli appalti pubblici… e invece quando c’è da trovare un modo per tirare fuori soldi extra si fa sempre riferimento alla (giustissima) lotta all’evasione, ma mai nessuno (e con nessuno mi riferisco ovviamente alla classe dirigente) parla dell’economia sotterranea (ma poi sotterranea mica tanto) che non conosce crisi.
Qualcuno dirà che la lotta contro le mafie c’è e la decimazione di alcuni clan (ultimamente dei casalesi) ne è la riprova; è vero, ma quelle sono azioni di polizia, arrestare un boss non significa fermare un’organizzazione, non significa modificare il sistema che permette all’organizzazione di crescere e alimentarsi, c’è un altro lato della lotta alle mafie che non si considera mai, e non è quello che si fa con le divise e le beretta, ma quella che si può fare nei luoghi in cui si crea il diritto, in parole povere (e bistrattate) con la politica. Servirebbero poche iniziative, qualcuna semplicissima, come la modifica delle regole nell’attribuzione degli appalti, altre meno semplici ma quasi sempre per delle miopi e stupide resistenze ideologiche, come una regolamentazione della prostituzione.
Ma ora sto divagando, non compete me parlare di questo perché non ho i titoli e soprattutto sono cose che tutti, almeno nei bar, sappiamo e diciamo, ma chissà perché poi il 55% di questo Paese vota una coalizione che… ma sto divagando di nuovo, il senso di questo post era esprimere il mio disagio verso una politica, che anche e soprattutto in questo periodo di crisi economica, non individua nella lotta alla criminalità una strada alla ripresa.
Qualcuno potrebbe dire che questa è demagogia, e forse lo è, ma c’è demagogia e demagogia. Lo spot, la campagna pubblicitaria che per anni e anni la Lega e una certa destra hanno perpetrato nei confronti dell’immigrazione ha di fatto modificato profondamente il paese. E perché non posso chiedere che un qualsiasi politico fancazzista nel mucchio possa fare demagogia su questa cosa e magari insinuare il dubbio in alcuni che le organizzazioni, i Sistemi, non danno lavoro (come spesso pensano alzando le spalle alcuni disperati) ma strangola l’economia?

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5 pensieri su “Come si scrive 44 miliardi?

  1. quello che un po’ ti sfugge, e non sfugge a chi fa i conti, è che quei 44 miliardi, COSI’ come ora, entrano nel pil, se invece blocchi le attività che li producono, semplicemnete svaniscono. Non è che si trasformino in entrate lecite e tassabili.
    🙂
    te capì?
    non dico che sia giusto così. solo, ti evidenzio il prob.
    un po’ come impedire la coltivazione dell’oppio in afganistan.

  2. Assolutamente daccordo Mak, per quanto riguarda la scomparsa del capitale, rileggi questo passaggio: “Supponendo che per magia si riuscissero a fermare le attività della Cosa Nuova calabrese, non sarebbero tanto i 44 miliardi a dare respiro all’economia italiana (che non rientrerebbero in toto nell’economia buona), ma il vantaggio sarebbe rappresentato dal cambiamento sistemico; pensate all’imprenditoria libera di crescere senza più il cappio del racket e il relativo ritorno occupazionale, pensate al tamponamento dell’emorragia di denaro negli appalti pubblici…” ma dubito che attualmente i proventi delle mafie siano calcolati nel PIL, che è la somma dei valori di merci e servizi prodotti da un’economia, ma anche se fossero calcolati, anche a perdere quei 44 miliardi non cambierebbe nulla all’economia nazionale, proprio perchè non sono capitali tassati, giusto potrebbe reggere come stampella ai conti pubblici in merito al deficit

  3. eh, è proprio lì il ragionamento trabocchetto.
    è che noi (parlo di italia) un’economia pulita e “buona” non la reggiamo.
    non abbiamo la forza e la competitività se non bariamo. ci troveremmo veramente nella merda.
    guarda che non parlo del sistema italia su italia (non solo, dove la parte “pulita” si regge grazie a quella sporca), ma italia su europa.
    siamo la porta per il sottobanco europeo. attraverso noi flussi d’illegalità transitano e creano ricchezza. forse più in europa che in italia, creano ricchezza.

    occhio a non capire male. assolutamente non reputo questo un bene. o un male necessario. ma solo far notare quanto sia profonda la radice del molare e che buco gigantesco ci troveremmo a fronteggiare.

    credo che se prima (o contemporanemente) non si investe su qualcosa che sia più redditizio della droga e il traffico clandestino di merci e rifiuti e umani (chessò, tipo il software o i brevetti, quindi sui CERVELLI) nessuno avrà il coraggio di smuovere lo status quo. rischio la povertà immediata (e non solo statistica) di enormi masse di persone. quindi a seguire: rivoluzione, guerra civile.

    hehehe, son ottimista ve’?

  4. capisco cosa intendi, ma la lotta alle mafie è possibile ed è un vantaggio economico, ti faccio un esempio storico: nel 95 la Scu, sacra corona unita, nota coome la quarta mafia, è stata decapitata (attualmente in puglia si parla ancora di scu, o di nuova sacra corona, ma si tratta o di ‘ndrine, ovvero ramificazioni della cosa nuova calabrese, o di una nuova e piccola organizzazione nota come rosa dei venti, con un giro d’affari nettamente inferiore), dopo questa operazione chiamata con un’imbarazzante mancanza di fantasia operazione “salento”, sparirono da mezza italia le sigarette a contrabbando, quelle provenienti da albania e Montenero di cui la scu era il corriere, ora non ho la ccertezza ma immagino che lo stato, o meglio i monopoli di stato ci abbiano guadagnato, inoltre sono stati possibili la confisca di grandi appezzamenti di terra, quasi dei latifondi, come quelli tra brindisi e mesagne gestiti da libera terra. Lo chef consiglia il film “fine pena mai”, non parla dell’operazione salento, ma parla di scu, che è una realtà poco nota, ultimamente sull’argomento è uscito anche un film di winspeare ma ancora non l’ho visto.

  5. quindi tu dici che ora noi (la puglia) non sia più povera per la mancanza del flusso di contrabbando, ma più ricca. più ricco lo stato. e che tutta la manovalanza criminale della scu si sia riconvertita in forza produttiva “legale”, positiva.
    probabilmente assieme alla decapitazione del male andava attivata una strategia di riconversione di quella energia prima incanalata male.
    oggi non so se in puglia se la passino meglio o peggio. questo si vedrà nel tempo. le persone fanno le loro valutazioni e (anche lentamente) scelgono se continuare sulla strada nuova o tornare sulla vecchia.
    la camorra, la n’drangheta, etc. son sempre espressioni sostenute da un sentire popolare.
    puoi sradicare quello che ti pare, se non ci pianti qualcosa di nuovo sempre la stessa erba cresce.

    son cinico eh?
    nah… son vecchio e deluso.
    non sai quanto mi piacerebbe essere smentito di brutto!
    🙂

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