Post aperto per un blog della sera*

*Chi riesce a decriptare la citazione ha il caffè pagato per una settimana al “Bar dell’Aeroporto”, via di Centocelle (angolo via Scribonio Curione), Roma.

Lo sappiamo tutti è passata una settimana dall’evento che ha scosso la terra del centro Italia e gli animi della nazione intera. Pochi secondi dopo la scossa percepita a Roma (sono quasi certo che la propagazione della vibrazione impiega un tempo variabile a secondo della distanza dall’epicentro e dalla natura del terreno) ho scritto questo breve post, il post più veloce è più misero che abbia mai scritto, ma, ironia della sorte, il post più letto in assoluto, con 2326 visite nelle prime 24 ore, e il decimo posto tra i post più letti del 7 aprile fra tutti i blog di WordPress nel mondo (qui la classifica). Avendo nel mio piccolo cavalcato lo share vendendo il vuoto pneumatico, penso di essere più vicino a comprendere il mistero Maria De Filippi. Sulla tragedia umana delle popolazioni colpite non so che dire; ho una seria difficoltà a esprimere giudizi su qualcosa di cui tutti parlano, qualcuno dirà che è sintomo di scarsa autostima, qualcun altro dirà che è una forma di rispetto… io, dal basso della mia statura, fisica e morale, dico soltanto che se devo dire una banalità preferisco stare zitto. Oddio di cazzate ne dico a iosa, ma internamente ho un criterio, un algoritmo, il codice d’onore delle cazzate. E tale codice mi permette di parlare liberamente di Berlusconi: non nascondo che quando l’ho visto tenere le mani a quella vecchietta che piangeva e diceva di aver perso tutto, anche i denti, gli ho letto in faccia uno sguardo nuovo, ho pensato che da quel momento in poi quell’uomo sarebbe stato una persona diversa, come suggeriva il parziale ripensamento sull’election day per risparmiare denaro pubblico utile alla ricostruzione. Ma ovviamente mi sbagliavo, son bastate 72 ore per farlo tornare nel Paese delle Meraviglie, dove tutto funziona alla perfezione e non esistono nemici del popolo (eccezion fatta per i giornalisti comunisti, ovviamente).  Mi riferisco alla vicenda Santoro e ai sospetti sui delitti edilizi (sabbia marina nel cemento e calcestruzzo “leggero” per gli edifici pubblici), caso sul quale anche Fini è scivolato, rompendo la discreta andatura che aveva tenuto in questi ultimi mesi, dichiarando “L’unica cosa stonata in questa tragedia è una trasmissione televisiva, sapete benissimo quale”, frase opinabile nel contenuto e completamente sballata nella forma (una “cosa” stonata in una tragedia, è una “cosa” positiva, Presidente).  Ma il migliore è sempre lui, il Maurizio nazionale, anzi, (ex-alleanza)nazionale, sir Gasparri, che dichiara: “È la tv dell’odio. È la tv del veleno. È uno scempio continuo della verità, che tocca punte tali di aberrazione da essere notoriamente dannosa per la parte politica a cui questa tv è asservita…”, immagino che la continuazione della frase e del ragionamento fosse scritta sul biglietto del mazzo di rose inviato a Santoro, “… e se non fosse per te, con tutte le cazzate che diciamo, come avremmo fatto a vincere le elezioni? Grazie Michele”. E ad ogni modo apprendo da questa dichiarazione che Gasparri ha cominciato a leggere il dizionario, come testimoniano i vocaboli “aberrazione” e “asservita”, dai Maurizio, entro l’estate puoi arrivare alla B.

Repubblica.it ha lanciato l’iniziativa “Registi tra le macerie”, dei minidocumentari sulla, e nella, tragedia abbruzzese, da parte di registi noti. Finora hanno aderito Paolo Sorrentino (qui), Michele Placido (qui), Mimmo Calopresti (qui), Ferzan Ozpetek (qui), Cristina Comencini (qui).  Per problemi tecnici del mio notebook non ho ancora potuto vederne nessuno, se qualcuno passa di qui e li ha visti, sarei curioso di conoscere la sua impressione.

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7 pensieri su “Post aperto per un blog della sera*

  1. Non li ho visti. Ho visto però the wrestler e mai avrei immaginato che potesse nascondere tanta poesia. Aspetto che lo veda tu per leggere la tua recensione.
    P.S non ho visto neanche la tanto discussa puntata di anno zero ma nonostante questo m’è bastata un’occhiata al TG1 per essere travolta dal solito senso di nausea che mai mi abbandona, da quando ho diritto al voto.

    Sabato 18 Flavio Soriga presenta il suo ultimo libro a Togunà, sei vivamente invitato, vivo.
    Voglio prendere lezioni di arabo.

  2. lucy

    sarà, ma come monito per non dimenticare, trovo più efficace la prosa delle immagini girate da chi era lì (esempio)

  3. @Farfa: vuoi imparare l’arabo solo per captatio benevolnetiae kebabbarium?
    @Piero: ha sicuramente il titolo più accattivante: “le mani di Osmai il macedone”
    @Lucy: attenzione; anche le immagini “private” che magari vedi in tv, sono comunque selezionate, tagliate e montate da qualcuno, e questo inevitabilmente dà un impronta personale e autoriale al racconto.

  4. volontario

    a volte fate ridere, io ho capito che sei comunista e che ti da fastidio berlusconi, ma secondo me il problema è che qui c’è gente che parla mentre noi ci alziamo alle 4 di mattina e andiamo a cercare di aiutare i nostri amici che hanno perso tutto. Invece di pensare al paese delle meraviglie perchè non sei venuto a dare una mano, già dimenticavo i comunisti parlano ma poi quando c’è da fare….

  5. Caro Volontario (e nota che lo scrivo con la V maiuscola), se vuoi buttarla in politica da bettola, rossi contro neri, sono il primo a mettere il paradenti e a buttarsi nella mischia, ma hai sbagliato post; in questo ho criticato Berlusconi perchè trovo indegno che l’uomo più potente di questo paese voglia sorvolare sul marcio che evidentemente c’è stato (intendo gli allegri criteri di edilizia pubblica), e nessuno se la prendeva con lui personalmente questa volta, ma evidentemente nel suo regno tutto deve essere rose e fiori, nulla di più pericoloso; denunciare queste cose serve anche a rendere meno doloroso il tuo Nobile lavoro, serve come monito a tutti coloro che guadagnano sulla morte della gente, e che di certo con la politica del tutto va bene vanno a nozze.

  6. Pingback: Un sinonimo ci seppellirà « Ed ora qualcosa di completamente uguale

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