Requiem per il 55

Un tempo c’era il 55 notturno, un autobus che spaccava la Roma notturna da un capo all’altro. Ora si chiama “Notturna 1”; l’ho scoperto l’altra notte, quando ero abbastanza ubriaco da decidere la ritirata, ma non abbastanza da elemosinare un passaggio. Forse per la vecchia linea, quel passaggio da 55 a 1 è stata una specie di promozione; gli autobus della Notturna 1 sono più grandi e passano con una frequenza meno aleatoria. Il 55 notturno invece era un ossimoro su quattro ruote, specie il giovedì. Sempre pieno di passeggeri da sputare in faccia a qualsiasi norma sulla sicurezza, solcava una Roma tanto deserta da continuare a stupire anche chi da una vita andava a letto alle sei. Lavoratori bengalesi, studenti universitari, ubriachi, matti, puttane e poveracci che si erano persi, tutti schiena contro schiena, gamba contro gamba. Vederlo apparire all’improvviso barcollante sull’Appia muta, era come vedere una fanfara che appare da dietro una duna del deserto, la sagra della salciccia allestita su un iceberg. Era una visione poetica; ovviamente vista da fuori, a starci dentro il concetto di poesia era un non sense, a meno che non si trovasse poetica la puzza di sudore. Mi pare siano gli scintoisti a credere che anche gli oggetti abbiano un’anima, purché l’oggetto abbia più di cento anni; forse quella turista americana che ha restituito il sasso trafugato ai Fori imperiali 25 anni fa, era tormentata dallo spettro di Cicerone che arringava contro di lei nella sua stanza da letto in North Carolina. O molto più probabilmente era solo la sua coscienza. Ad ogni modo il tirocinio secolare è iniquo per tutti quegli oggetti creati nel nostro tempo, soprattutto quelli tecnologici; forse quando siete nei casini, il telefono vi dice già batteria scarica, ma riuscite comunque a fare quella telefonata che vi salva il culo, non dovete ringraziare il Signor Li-Ion, ma il vostro primo Tacs che vi guarda da lassù (o dalla discarica di Acerra), quando il lavoro di un mese rischia di andare a donne che praticano il meretricio perchè Xp si è impallato, rivolgete una preghiera al nonno Commodore 64, se vi si forano non una, ma due pneumatici, a 3 chilometri da casa, andate verso il marciapiede più vicino e aspettate, magari passa il Notturna 1.

P.s. a tutti quelli che mi conoscono: non mi sono bevuto il cervello, anche perché il cervello al massimo si mangia, that’s just entertainment.

Annunci

4 pensieri su “Requiem per il 55

  1. dipende dalla consistenza, in alcuni casi il cervello lo si potrebbe sparpagliare sulla merda dei cani fuori dalle vetrine a mò di segatura.
    P.S, sarà la vecchiaia, ma io ci vedo mica a scrivere i commenti qua.

  2. adriano

    …oppure pensa a quelli a cui si fonde il cervello: mica avranno bisogno di posate…al massimo di una cannuccia!

  3. @ farfa: Monica sai perché ti stimo tanto? perché sei capace di figure retoriche così aristocratiche… p.s. scusa se non sono venuto al reading ma ero di turno alla ronda anti rom
    @ adriano: vederti con una cannuccia suggere materia grigia direttamente dalla scatola cranica, tu che non bevi neanche due dita di romanella, è un’immagine che mi tormenterà per molte notti.

  4. ieno

    cazzarola! l’avevo detto a Jean quel giorno che potevamo arrubbarci la gioconda già che eravamo al louvre. potrei passare qualche giorno a sbafo a parigi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...