Un cervo morto in cucina

Paolo Rossi (l’attore/autore/comico) disse di Berlusconi “come politico non mi rappresenta, ma come comico è il mio eroe”, riferendosi alle parole che il Presidente del Consiglio pronunciò durante una manifestazione di vecchi partigiani, le ricordo come andrebbero ricordate tutte le grandi invenzioni letterarie: “Ancora ricordo quando mio padre tornò partigiano, DALLA SVIZZERA” (per gli elettori del Pdl: la Svizzera, paese neutrale per eccellenza, non partecipò alla seconda guerra mondiale, dire di aver fatto la resistenza in Svizzera è come dire di essere andati a studiare l’arabo in Canada, di amare la Mongolia per il suo splendido mare, o di voler fare la settimana bianca a Dubai), oggi il Cavaliere, nonostante lo stress per le polemiche che tutti conosciamo, si è prodotto in un suo classicissimo: la gag dell’eredità della sinistra. Durante un’intervista ha dichiarato “Roma sporca come una città africana”, salvo poi correggersi “Non ho mai inteso attaccare, è ovvio, il sindaco Gianni Alemanno che sta svolgendo un eccellente lavoro su Roma per cercare di superare le pesanti eredità ricevute dalla sinistra”. Ora, a parte che se fossi un africano mi incazzerei non poco, visto che la frase “città africana” detta così è a dir poco razzista, son sicuro che ad esempio Johannesburg è più pulita della più pulita cittadina del Nordest, ma poi è mai possibile che un uomo della sua età creda ancora alla magia? Quanti di noi dopo aver fatto una cazzata avremmo voluto tra le mani una bacchetta magica per cancellare le conseguenze della nostra leggerezza? Ma si tratta di un pensiero infantile che tange la mente di noi mortali per un nanosecondo, Berlusconi invece pensa davvero di avere dei poteri paranormali che si manifestano pronunciando delle formule magiche, come “è una cospirazione delle toghe rosse”, “è colpa dei comunisti”, “è un’eredità che ci ha lasciato la sinistra/precedente governo”. Come si può pensare che una città sia ancora sporca perchè l’amministrazione di oltre un anno prima se ne è infischiata (ammesso che se ne sia infischiata). Un giorno metto in cucina un cervo morto, con tanto di budella di fuori e coro festante di mosche, ci porto dentro un ospite e poi dico “Non farci caso è l’eredità che mi ha lasciato il precedente padrone di casa”, e poi guardo la faccia che fa. Poi, dato che mi trovo in argomento, dico anche la mia sull’affaire Noemi; non me ne può fregare di meno. Tutta la storia l’ho seguita con distacco e senza incazzarmi, come invece mi succede quando normalmente leggo le notizie che riportano tra le righe il nome Berlusconi, ma mi sono accorto dell’inferno che ci circonda solo quando la madre di Noemi ha dichiarato “il Cavaliere darà a mia figlia quello che è stato negato a me”, riferendosi a una carriera brillante, cazzo ma è possibile che nessuno gridi che questa è la vera immoralità? Che il presidente del consiglio menta su una tresca con una diciottenne o una storia di prole nascosta non mi turba di striscio, ma vivere in un paese in cui una madre sbandiera orgogliosa una raccomandazione importante per sistemare la figlia, senza che per un solo battito di ciglia venga in mente a lei, a chi riporta la notizia e chi la legge, che tutto ciò è IMMORALE (infinitamente di più che una storia di letto che riguarda solo i diretti interessati), mi provoca un’ulcera che potrebbe ospitare una murena. La testata Repubblica sta spendendo tutte le sue forze nella battaglia denominata “le dieci domande”, con la mano della stampa internazionale, dieci domande sul caso Noemi Letizia; si può anche non essere daccordo con la linea editoriale di Repubblica, ma pensare che quella gente non sia in grado di capire le priorità d’informazione è decisamente folle, sanno benissimo che le vere domande che andrebbero fatte a Berlusconi sono altre, come quelle che i giudici vorrebbero fargli sul caso Mills, ma probabilmente in redazione è stata presa una decisione ben precisa: dare all’elettorato di Berlusconi quello che piace all’elettorato di Berlusconi, alla famigerata casalinga di Voghera (se c’è una casalinga di Voghera che si sente offesa da questo sterotipo ha tutta la mia più sentita solidarietà) se ne fotte di tentativi di corruzione, di una politica fallimentare e criminogena, allora diamole quello che le piace, diamole BuonaDomenica, Verissimo, diamogli i Gossip, le corna, le lenzuola sporche, insomma chi di novella2000 ferisce di novella2000 perisce (?).

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