Ci sarà una volta

Questa è la storia di due uomini nel paese dove chi vuol fare male fa il pm, il delinquente o il giornalista.

Uno si chiamava Jack, in realtà si chiamava Giacomo, ma si faceva chiamare Jack come il Black Jack, gioco nel quale sapeva barare come pochi. L’altro si chiamava Michele, in realtà si chiamava Mike, come Mike Buongiorno, ma per pudore si faceva chiamare Michele. Jack lasciò la scuola dopo la terza media. A 18 anni. Disse ai suoi che voleva lavorare con le auto, allora il padre gli regalò un kit di attrezzi da meccanico, ma a lui bastava solo un cacciavite a spacco, al limite un piede di porco. Michele si diplomò a pieni voti, allora disse ai suoi che voleva fare il giudice, la madre pensò che voleva fare il giudice di X Factor, il padre di Miss Italia, e ne furono felici. A 25 anni Jack fu arrestato per aver accoltellato in una rissa un suo coetaneo, venne scarcerato dopo due mesi perché si scoprì che la vittima non era in regola col permesso di soggiorno, quando tornò a casa, con la sua medaglia al valore, per la prima volta nella sua vita vide il padre piangere, di gioia. A 25 anni Michele tornò a casa con un foglio di carta in mano, lo diede al padre ma il padre non sapeva leggere, allora lo lesse lui, ma il padre non capiva quelle parole, allora dovette spiegargli con calma cos’era una laurea e cosa volesse dire Giurisprudenza, e per la prima nella sua vita Michele vide il padre avere un infarto. A trentanni Jack aveva comprato due palazzi nel centro di Roma e di lavoro viaggiava in aereo tra la Colombia e l’Italia facendo scalo in Svizzera. Michele invece viveva in affitto nello sgabuzzino di una famiglia cinese, studiando per il concorso in magistratura (posti uno), mentre le quattordici figlie di Xin Shi studiavano per diventare veline. Per pagare il posto letto Michele era costretto a giudicare i balletti di quei pomeriggi italo-orientali, realizzando in piccolo il sogno dei suoi. Un giorno, circa un anno dopo, dall’alto del suo attico, Jack insegnava a suo nipote a tirare coll’Ak47, regolarmente detenuto dal seienne grazie alla Legge Cinghiali, per un caso fortuito un tir che trasportava carburante impattò contro un proiettile sparato dal suddetto Kalashnikov, che procedeva sicuro del suo diritto di precedenza in quanto veniva da destra. L’esplosione fece saltare in aria mezzo quartiere Esquilino. Non vennero mai accertate le responsabilità in quanto non ci fu mai un processo; nell’esplosione morì anche l’unico giudice in attività, che aveva preso servizio giusto un anno prima, dopo che tutti gli altri magistrati italiani erano stati mandati in prepensionamento.

Questa è la storia di due uomini nel paese dove chi vuol fare male fa il pm, il delinquente o il giornalista. O meglio, questa sarebbe la storia, se non fosse che in quel paese nessuno potrebbe raccontarla, perché i giornalisti, gli scrittori, o chiunque sappia mettere insieme soggetto verbo e complemento, può esercitare il proprio mestiere solo nella stesura del palinsesto, o al limite nelle istruzioni d’uso del decoder del digitale terrestre.

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6 pensieri su “Ci sarà una volta

  1. eno

    Amaro!! Mi è venuta sete.
    Se fossi un poliziotto, visto che Brunetta ha puntato il dito pure contro i poliziotti con la panza, non lo farei, ma non sono un poliziotto e quindi ora mi faccio una birrozza.
    Ma che cazzpita dico? Me la farei anche se lo fossi, un poliziotto.
    Anzi, se fossi un poliziotto me ne farei due.
    Sai che ti dico? Me ne faccio due di birrozze, così poi quando mi metterò a cantare, mi viene meglio l’intonazione.
    “Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura…” .

  2. Eno non tocchiamo questo tasto (“Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura…”), questo momento storico è un infame momento storico per noi non-alti, fortunatamente ho tutti i capelli, e non li tingo…

  3. Dovremmo andare a palazzo Chigi in milioni a cantare Povera patria di Battiato.
    Ma forse la mossa più efficace sarebbe corrompere Noemi, trovare un finanziatore che per la giusta causa sia pronto a sborzare alla bambina 8 milioni di euro, e convicerla a smascherare la vera natura del presidente. Difficile, direte voi, perchè gliene avrà già dati 10 milioni lui, per tacere, più altri 15 a tutta la sua famiglia.
    Allora, la strategia più efficace sarebbe trovare una giovane kamikaze, bellissima intelligente e temeraria, meglio se minorenne, che sia disposta ad adescare il presidente pappa e farsi esplodere nel bel mezzo di un tristissimo amplesso da settantenne.

  4. eno

    Caro BM, si può essere “non-alti”, ed essere ugualmente grandi.
    Si può essere “non-alti”, o calvi, o panzoni, o addirittura tutte e tre le cose, ed essere ugualmente grandi.
    E poi si può anche essere Brunetta.

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