Mio cugino Giacomo

-Esci fuori se hai le palle!
Mio cugino Giacomo è davvero incazzato. Si è fissato che Costa il romeno, quello che abita nel prefabbricato in fondo alla strada, gli ha rubato la sua Fiat Punto del 2000, 1800 euro quotazione quattroruote, ma dodicimila euro di modifiche. Spoiler e pneumatici esclusi. E diosolosa quanto mio cugino Giacomo ci tenga a quell’astronave. E diosolosa quanto mio cugino Giacomo sia un violento testa di cazzo. Beh… a pensarci bene quello lo sanno tutti: i quattro dentisti in paese dovrebbero fargli una statua. Una statua di ceramica odontoiatrica. E non posso nascondere che essere stato il cugino di mio cugino Giacomo, mi abbia reso la vita facile, soprattutto da ragazzino. “Ma tu sai a chi è cugino quello?”, me lo sono sentito bisbigliare spesso alle spalle, e la cosa a quattordicianni ti fa sentire qualcuno, anche se sei solo il cugino di qualcuno. Meno semplice è ora, da quando mio cugino Giacomo è venuto a vivere a casa mia, dopo quella storia. A dirlatutta non conosco la storia, conosco solo il titolo: “una rissa finita male”, è così che mio cugino Giacomo sintetizza i suoi ultimi due anni in carcere, anzi come dice lui, “ventiquattro mesi alla casa circondariale”, perchè forse così sembra di meno il tempo. O più piccola la cazzata. Non so quanto sia finita male quella rissa, e a dirlatutta non saprei neanche definire il concetto di rissa finita bene, o anche solo di rissa nella norma.
-Esci fuori extracomunitario di merda!
Non è il momento di spiegare a mio cugino Giacomo che tecnicamente Costa non è extracomunitario. E’ sempre stato destroide mio cugino Giacomo, ma negli ultimi anni la cosa sembrava non interessargli più. Poi ha scoperto questa storia delle ronde ed è andato fuori di testa, ha tirato fuori manganelli, tirapugni, catene e tutta la canfrusaglia fascista che non usava più da quando lo avevano interdetto dallo stadio. Anche questa roba delle ronde non è il caso di spiegargliela ora.
Costa guarda dalla finestra. Ha le palle Costa. Oppure ha avuto una paresi. Perché è dietro la finestra e non batte ciglio. E la cosa fa incazzare ancora di più mio cugino Giacomo. Non so perchè abbia pensato proprio a Costa, forse un giorno lo ha visto guardare l’astronave in modo strano, oppure semplicemente è stato il primo extracomunitario-non-extracomunitario che gli è venuto in mente. A quella testa di cazzo. Una persona normale che non trova più la macchina dove dovrebbe stare, va a fare denuncia, oppure chiama i vigili per sapere se l’hanno rimossa, e non va davanti casa del primo sconosciuto che gli viene in mente minacciandolo di morte. Non butta giù dal letto il cugino che lo ospita, che è ridotto uno straccio e vorrebbe solo dormire. E diosolosa quanto vorrebbe dormire.
Mio cugino Giacomo prende un sasso e lo lancia contro il prefabbricato, poi ne prende un’altro e lancia pure quello. E poi un altro ancora. Lo conosco, non semetterebbe nemmeno se Costa uscisse con un aureola in testa scortato da due cherubini. E’ l’inizio della fine. Quando finirà i sassi prenderà a calci la porta, e una volta venuta giù la porta diosolosa cosa succederà. Non è il caso di spiegargli in questo momento il concetto di precedente penale. Sarebbe utile, ma di certo non è il caso, in questo momento. E a dirlatutta non è il caso neanche di spiegargli che la sua macchina è nel parcheggio del Morpheus, che stanotte ero così ubriaco che non sarei riuscito nemmeno a togliere l’allarme. Sarebbe utile, ma non è il caso di spiegargli il concetto di sicurezza stradale. Non in questo momento.

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3 pensieri su “Mio cugino Giacomo

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