Non sopporto la gente che respira

Non sopporto la gente che respira. E che parla, quando sono al cinema. Una volta Claudia mi disse che prima di me non aveva mai visto un trentenne rimproverare due vecchiette perché facevano casino. E probabilmente valeva anche per le due vecchiette, che rimasero a bocca aperta fino ai titoli di coda. Mi dimentico sempre che quel cinema fa lo sconto pensionati, me ne ricordo solo quando sento i primi commenti confusi sui trailer, e mi mando a fanculo da solo; Claudia dice che è una cosa inconscia, che non riesco a stare lontano dalla gente che non sopporto, perché nel disprezzo, io, ritrovo me stesso. Ma è una idea stupida. Come Claudia. A lavoro, in banca, mi invento di tutto pur di non andare allo sportello; quelli che si lamentano, partendo dalle condizioni atmosferiche per finire col solito magna magna, sono pure peggio di quelli che parlano al cinema. Chi guida i mezzi pubblici si può nascondere dietro il divieto di parlare al conducente, io no. Privilegiati di merda. Io i mezzi pubblici li schifo, e non ho la macchina, da una vita giro in moto; hai visto mai che qualcuno mi chieda un passaggio, perché peggio di quelli che parlano al cinema e di quelli che si lamentano allo sportello, ci sono solo quelli che si sentono in obbligo di dire qualcosa perché sono da soli in macchina con te. “Eppure ci sarà qualcosa che ti piace”, mi disse Claudia quando mi propose di andare in vacanza con lei. Ovviamente rifiutai, il mio concetto di vacanza è ben lontano da una spiaggia tropicale piena di buzzurri da ogni parte del mondo, per non parlare degli aeroporti… Sì, c’è qualcosa che mi piace; mi piace stare, come in questo momento, seduto al tavolino di un bar deserto, sul mare, di domenica pomeriggio, con il primo acquazzone autunnale pronto a venire giù. Con il giornale ancora piegato sul tavolo e la tazzina vuota. Senza nessuno intorno. Nemmeno il cameriere. Senza nessuno che respiri in maniera molesta. Senza nessuno che venga a dirmi qualcosa di stupido. O a chiedermi come va. Bastardi.

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11 pensieri su “Non sopporto la gente che respira

  1. E c’è di più, c’è che ho capito per esempio che i pensionati amanti di woody Allen affollano i cinema al sabato pomerggio. Ma li preferisco ai 30enni, sono meno stupidi anche se tossiscono di più.

  2. Cacchio Syn, per qualche minuto buono ho equivocato il significato di cappellata, e cercavo di capire quale fosse stato il mio “errore”, però poi ci sono arrivato… ti linko anche io.

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