Libertà di Stampa e Resistenza Fredda

Da un po’ non scrivo di politica e di attualità, non che non ci sia nulla da raccontare, anzi, la tensione che si sta materializzando nel Paese è sintomatica del fatto che la malattia che ha colpito questa nazione è arrivata a un punto critico, già dalla prossima settimana, con la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano, sapremo se ci sono speranze di guarigione o, al contrario, quanto tempo ci rimane da vivere, ma non ne parlo, dicevo, proprio perché la situazione è così drammaticamente importante, che qualsiasi considerazione mi sembra stupida, superficiale, approssimativa. Ma torno a farmi male dopo aver letto del prossimo libro di Daniele Luttazzi (in libreria dal 4 novembre); è un saggio satirico/politico, in cui il comico descrive la biologia della nuova politica italiana, non basata sull’appartenenza ideologica ma su quella emotiva, ovvero sulla capacità di attrarre voti rappresentando un mondo, uno stile di vita, un brand, indipendentemente dal programma; semplificando quel meccanismo per cui uno non ha la più pallida idea di cosa voglia fare Berlusconi, ma lo vota perché gli piacciono le trasmissioni Mediaset. Ma ad avermi illuminato è soprattutto il titolo di questo libro: “La Guerra Civile Fredda”. Un titolo che da solo racconta un sacco di cose. Più e più volte, leggendo le notize di questa sventurata e sventrata striscia di terra, ho avuto l’impressione che si fosse sull’orlo di una guerra civile, ma non mi aveva sfiorato l’idea che la guerra c’era già, soltanto che si giocava su un altro livello, quello della comunicazione, o come sostiene Luttazzi, della narrazione emotiva. Non convincere con la ragione ma con le sensazioni, non con la testa ma con la pancia. E sempre più spesso col basso ventre.
Ma forse, più che di guerra civile fredda, oggi come oggi, bisognerebbe parlare di resistenza fredda; i giornalisti liberi sono i partigiani, la stampa è la loro linea gotica. Ma la resistenza non la fanno solo i partigiani, la fanno anche gli insospettabili civili, e questo i nazisti lo sapevano bene. La comunicazione non è solo di tipo verticale, la percezione emotiva si forma anche orizzontalmente; come la percezione di una squadra di calcio passa attraverso i visi dei propri tifosi. Offrire un caffé di ipocrisia, raccontare una cazzata per strappare un briciolo di consenso al regime, non sarà etico, ma si sa, in guerra tutto è concesso.

P.S.: parlo di tecnica comunicativa in politica qui

Annunci

2 pensieri su “Libertà di Stampa e Resistenza Fredda

  1. E uno che vota PD perchè vota PD? ha la più pallida idea di cosa voglia fare il PD? di quale sia la sua linea? E il PD ha la più pallida idea di cosa voglia fare il PD?

  2. infatti la narrazione emotiva secondo luttazzi pernia tutto il mondo politico, non solo le forze al governo, e comunque lei ritorni in sè, non possiamo permetterci isterismi in questo momento, cribbio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...