Coreingrapho

“Coreingrapho, in scroll we trust”. Per il glossario informatico lo scroll è “l’azione che permette di muovere il documento che si sta utilizzando in modo da renderne visibili quelle parti che altrimenti rimarrebbero fuori dai limiti dello schermo”, in parole povere lo scroll è quella cosa che si fa col terzo tasto del mouse, la “rotellina” per intenderci. A leggere Coreingrapho si rischia di romperla, la rotellina, quindi se siete curiosi, prima di inoltrarvi in questa rivista di fumetti, fate il tagliando al mouse. “Fumetti pel webbe, da robe prese di petto”: Coreingrapho nasce nel gennaio 2009, un editoriale di presentazione di Antonio Sofi e due storie, una di Marco “Makkox” D’Ambrosio e l’altra di Flaviano. Dopo quasi un anno gli autori sono 22, circa 80 le storie raccontate a pixel, e un Macchianera Blog Award per la miglior grafica. Coreingrapho è l’altro lato della lavagna, quello su cui, alle elementari, si scrivevano le parolacce. Coreingrapho è sperimentazione. Coreingrapho è cazzeggio. Coreingrapho è anche in inglese. Coreingrapho è gratis. Senza offendere gli altri autori, propongo come antipasto una striscia di Makkox di qualche tempo fa, s’intitola “fumo”, lo stile è nervoso, schizzato, diverso dalle altre cose dell’autore, il cui talento è pari solo al suo cattivo umore, mentre per rifarsi gli occhi coi colori suggerisco una striscia di Flaviano Armentaro, nata da una sfida lanciata da Laura Scarpa.

Il disegno in testa è di Manlio3

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2 pensieri su “Coreingrapho

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