Post di Lampedusa*

Mettete che una sera torniate a casa in macchina, e mettete che quella sera il parcheggio sia un’utopia, allora imboccate quello stradone che generalmente non fate mai, e vedete che ci sono auto a destra e a sinistra, ma anche in mezzo, perché un disperato come voi, qualche ora prima, ha parcheggiato davanti all’isola spartitraffico, poi è venuto uno che ha parcheggiato davanti a quello che ha parcheggiato davanti all’isola spartitraffico, e così via fino a formare una fila, interrotta solo da uno spazio fatto apposta per la vostra utilitaria. Mettete che il giorno dopo non abbiate voglia di svegliarvi presto, mettete che all’ora in cui gli altri pranzano voi facciate colazione, poi scendete in strada e vi accorgete che la vostra auto è in mezzo alla strada. Pericolosamente e senza pudore. Non si è spostata di un centimetro, ma è in mezzo alla strada. Sono gli altri che si sono spostati, che sono andati via. Se non sapeste che la macchina è la vostra direste: -Guarda come ha parcheggiato quel coglione!

Mettete che un giorno vi svegliate in un nuovo anno, in un nuovo decennio. Voi siete gli stessi, credete nelle stesse cose in cui credevate il giorno prima, l’anno precedente, il decennio antecedente, ma siete diversi, perché sono diversi gli altri. Prendete ad esempio il vostro partito di riferimento, che è andato a parcheggiare in un altro quartiere, oppure considerate il fatto che la gente attorno a voi continua a perdere il posto di lavoro, ma mettete anche trenta milioni di persone che scoprono improvvisamente che la salute è un diritto e non un privilegio, mettete le grandi aziende automobilistiche che finalmente investono sulle auto elettriche. E mettete la vostra di auto, con voi sorridenti, in una foto scattata come ricordo una volta che trovaste parcheggio sotto casa. Se non sapeste che la faccia è la vostra direste: -Guarda che faccia da coglione quello!

Buon anno.

* caffè pagato a chi decripta il senso di codesto titolo

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7 pensieri su “Post di Lampedusa*

  1. ecco, mettiamo che vi abbiano rubato ieri notte la macchina dal parcheggio privato del condominio.

    Se non sapeste che è la vostra direste: “Guarda che coglione quello!”

  2. esatto, la roba del parcheggio è il riflesso speculare della filosofia del gattopardo, sintetizzata dalla frase “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”. Deve avere più fiducia nelle sue intuizioni professoressa.

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