L’esame

In una vita precedente sono stato un assistente universitario, di quelli sfigati, senza borsa da ricercatore, uno sfigato collaboratore di cattedra a gratis, il sottoproletariato accademico. Una volta la mia professoressa non c’era, a presiedere un esame scritto eravamo solo io e un collega, e ad un certo punto il collega va fuori a telefonare, e in aula, a rappresentare l’ordine, rimango solo io. Intravedo una signora di quarantanni (come so che aveva quarantanni? un po’ di pazienza…) che apparentemente parlava con i suoi capelli, non serviva la scientifica per capire che aveva un auricolare wireless. Dato che la telefonata a casa non era prevista nell’ordinamento universitario, mi avvicinai alla signora e le chiesi, con discrezione, di togliere l’auricolare, una volta, poi un’altra, e un’altra ancora, ma lei faceva finta di niente. Avevo capito che si rischiava la scenata, ma non mi andava di essere fatto fesso, così mi piantai davanti alla signora tipo guardia svizzera. Mi sembrava una soluzione efficace, ma quello che temevo accadde lo stesso: la signora, come si dice dalle parti de La Sapienza, sbroccò, si alzò in piedi e mi urlò di avere quarantanni e di non essere disposta a farsi umiliare da un ragazzino, cioè io*. Ora non ritengo un delitto così grave provarci ad un esame, io non l’ho mai fatto, ma non perché lo ritenessi immorale o perché fossi un genio, semplicemente perché non avrei retto alla vergogna di essere scoperto. Questo è il punto. “Vergognarsi come un ladro” è un’espressione che uso spesso, ma che non significa più niente, è un modo di dire di altri tempi; oggi un ladro che viene scoperto mentre ruba non si vergogna, s’incazza. Quello che si vergogna è un poveraccio che ha provato a rubare perché aveva fame, il ladro di professione si incazza come qualsiasi professionista al quale viene impedito di lavorare. Sull’affaire appalti G8, che i media hanno subito chiamato la nuova tangentopoli (quante volte avete sentito l’espressione la “nuova tangentopoli”? Io la sento almeno una volta ogni sei mesi, da dieci anni), tutti i comparuzzi di Bertolaso e Verdini, hanno sputato veleno contro i presunti burattinai, ma non una sola parola sui fatti specifici, nel merito dell’accusa. In questi tristi giorni, l’unica, piccola, omeopatica, soddisfazione, è pensare che l’uomo più potente d’Italia, Silvio Berlusconi, messo davanti alla realtà dei fatti, ha la stessa patetica reazione di una signora di quarantanni beccata a imbrogliare a un esame universitario**. Piccoli e grandi professionisti dell’imbroglio, incapaci di provare una naturale e dignitosa vergogna.

*La cosa più divertente è che nel delirio la tipa mi minacciò di dire tutto al professore, il professore altri non era che il collega che era fuori a telefonare. Lui, a differenza mia, era percepito come professore perché aveva la giacca, la cravatta, i capelli bianchi e il doppio dei miei anni.

**”Ricordate i rifiuti a Napoli e il malgoverno di Prodi? I responsabili di quella pagina sono gli stessi che accusano
Bertolaso a cui si dovrebbe fare un monumento”, “Come se ci fosse una furia autodistruttrice che annulla i risultati, che travolge tutti gli sforzi che si fanno per migliorare il nostro paese, si cerca di far apparire una delle pagine più nobili della nostra storia recente (la gestione del post-terremoto a L’Aquila, ndr) come una storia di affari sporchi e di corruzione”. Dichiarazioni di Silvio Berlusconi del 21 febbraio

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19 pensieri su “L’esame

  1. “…..oggi un ladro che viene scoperto mentre ruba non si vergogna, s’incazza…..”

    Bellissimo questo racconto, che riassume perfettamente il clima odierno in questo paese!!
    E’ lo stato di diritto che scompare, smontato mattone dopo mattone dalla classe politica e da quella civile connivente.

    ciao! 😉

  2. rasoiata

    Maalox, mi ci vuole del Maalox.

    Una volta una banda di ladri era composta da un paio di scassinatori, un “palo” e un autista.

    Oggi e’ sufficente un avvocato, un direttore di banca, a volte un giudice e sempre uno che di “mestiere” fa il politico.

    Ottimo post.

  3. …molto interessante questo breve saggio di storiografia comparata del furto! Aggiungo che come nelle band il cantante può essere anche il chitarrista o il bassista, così spesso l’avvocato è anche il politico.

  4. caro barabba,

    hai secondo me tralasciato un importantissimo possibile sviluppo della faccenda: e se la signora si fosse messa a piangere?
    Mi sa che è quanto sta per accadere a tanti politici….
    un saluto

  5. Ezra80

    Uau… Che bella cricca di comunisti bruciabandiera! Eccoli lì tutti pronti a gridare al complotto, a piangersi addosso e ad accusare con mezzi sleali gli avversari politici. Dicono di essere progressisti e poi sono proprio loro ad uscirsene con “si stava meglio quando si stava peggio”! E hanno anche il coraggio di attaccare persone oneste, come Bertolaso, che fanno il proprio lavoro per servire lo Stato, quello stesso Stato sociale che accoglie e tutela anche ognuno di loro! Ingrati e pusillanimi!
    Gente così è l’unico vero freno per la creazione di un nuovo Stato etico, organico vera espressione e riferimento spirituale della nazione.

    Per fortuna siete rimasti in pochi…

    Spero che il capo-postatore abbia almeno quel minimo di coscienza che non gli consenta di censurare questo commento.

  6. @trouble: se non temevo il pianto comunque mi aspettavo una reazione di forte imbarazzo, invece quella sparata mi spiazzò, e non la mandai a quel paese come avrebbe meritato, e come meriterebbero alcuni esponenti della classe dirigente quando li abbiamo davanti, non necessariamente della classe politica, sono fatto così, lo stupore che provo davanti a una faccia come il culo soverchia sempre l’incazzatura

  7. Ezra80

    ma lo so che mi avresti sgamato subito…
    era “per vedere l’effetto che fa”… ma mo che hai scritto tu non risponde più nessuno, aveva risposto solo Manfredi che mi sta facendo pensare
    mmmmmmmmm…………
    mmmmmmmmm………

    le scimmiette……..

    mmmmmm……

    Cmq non so se hai notato il “Uau” e soprattutto il “capo-postatore” (questo un po’ retro’ però divertente).

  8. questa è un ulteriore conferma a quello che vado formulando da qualche anno: a parte una porta sfasciata, cinquantamila lire e una collanina d’oro, (furto compiuto probabilmente da alcuni zingari), i danni peggiori me li hanno arrecati gli uomini in giacca e cravatta, banchieri e assicuratori ma anche meccanici e dentisti, pizzaioli e ristoratori.
    I veri ladri siamo noi, non certo un povero immigrato, e siamo così bravi e professionisti da riuscire a non piangere dalla vergogna

  9. Pingback: L`esame « Benvenuto!

  10. Arrivo qui grazia al ping (o pingaggio, pingamento?) di Banana’s, e devo dire che la citazione meritava veramente…

    Parlando di argomenti più profani mi è venuto però un dubbio: ma se a fronte di un’accusa di infedeltà la tua donna si inalbera, è il caso di preoccuparsi? 😛

  11. Pingback: Cavie « Magari Domani

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