Ci provo col pensiero laterale

Elevator Stop buttonAndrea abita al quinto piano di un palazzo di sei piani. Quando la mattina va a lavoro, scende con l’ascensore, la sera, quando torna a casa, prende l’ascensore fino al quarto piano, e poi deve salire a piedi fino al quinto. Perché?
(Chi conosce la risposta può comunque continuare a leggere il post, chi invece non ama gli indovinelli, ma vuole conoscere la soluzione, deve necessariamente arrivare fino alla fine).
“Una forza del bene contro le forze del male, un esercito dei difensori e paladini della libertà che risponderanno direttamente a me”, chi ha pronunciato questa frase? Un condottiero d’altri tempi in un racconto per bambini? Quasi. E’ Silvio Berlusconi, che il 24 febbraio ha presentato così i “promotori della libertà”, una libera associazione di valorosi ragazzi che lottano per il bene e che rispondono solo al loro Cavaliere, come parafraserebbe Michela Brambilla, la sacerdotessa del progetto, una squallida formula per sfruttare dei ragazzi per la campagna elettorale, sintetizzo io. A Roma i manifesti elettorali del centrodestra vincono 3 a 1. Per non parlare dei pischelli che distribuiscono i volantini, oggi ne ho intercettato un drappello dalle parti di Cinecittà; la tentazione di andare da loro e dire che io sì, sono posseduto dal Maligno, era fortissima, ma avevano delle facce terribilmente ingenue, che facevano tenerezza, e diciamocelo, non sembravano neanche particolarmente svegli.
Ora la soluzione all’indovinello. L’ascensore non può essere rotto; se la mattina Andrea lo prende dal quinto piano vuol dire che l’ascensore non ha problemi tecnici nel salire fino al quinto. Andrea non fa le scale per dimagrire; lui “deve” salire a piedi, non ha scelta. Forse il bottone del quinto piano è rotto, ma in tal caso per Andrea sarebbe meno faticoso arrivare al sesto piano invece che al quarto, e scendere, invece di salire, una rampa di scale. Forse Andrea non arriva a premere il tasto del quinto piano, forse Andrea è un bambino, ma i bambini non vanno a lavoro, almeno non negli indovinelli. Allora Andrea è un adulto alto come un bambino, Andrea è una persona nana; questa è la soluzione. Se non ci siete arrivati da soli non preoccupatevi; avete fatto solo quello che la stragrande maggioranza delle persone fa, ovvero mettersi nei panni di Andrea, e pensare Andrea a propria immagine. Per la maggior parte delle persone è normale scendere e salire in ascensore, per la maggior parte, ma non per tutti. Così, prima di esprimere giudizi su chi voterà ancora Berlusconi principalmente per Berlusconi, su chi freme e non sta nella pelle all’idea di essere un “paladino della libertà”, beh, forse dovrei chiedermi se quello che per me è normale, cioè pensare che la realtà non è un gioco di ruolo e che gli schemi della vita vera sono più complessi di quelli di un cartone della Disney, forse normale non lo è per tutti…

P.S. Io alla soluzione ci sono arrivato quasi subito, forse perché non sono un watusso. Tutti quelli sotto il metro e settanta hanno, nel corso della loro vita, formulato una personale battuta sull’altezza, questa mi sembra una buona occasione per piazzare la mia: “Quando fui concepito, Dio aveva molta fretta, mi guardò e mi disse: -Mi sono rimasti 190 centimetri, tieni, pensaci tu- Sono alto uno e sessantotto, ma vi garantisco che i centimetri li ho usati tutti…” (lo so, con questa battuta mi sono giocato i lettori di Oxford e Cambridge, ma spero di essere riuscito a sollevare di un paio di millimetri gli angoli delle bocche di tutti gli altri)

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10 pensieri su “Ci provo col pensiero laterale

  1. io invece ci sono arrivato subito perché ho l’abitudine di mettermi nei panni degli altri. Di alcuni però farei volentieri a meno. Quando ne esco mi sento tutto sporco e maldisposto.

  2. bonoboboy

    azz…
    ora ho capito come fai a suonare il citofono senza mani!

    Cmq il concetto è chiaro, però mi chiedo: se per capire perchè Andrea si ferma al quarto piano bisogna mettersi nei suoi panni e pensare come un nano, come bisogna pensare per mettersi nei panni di un paladino della libertà?
    mmm…. mica facile! Sembra più facile essere nani che paladini della libertà…
    ma…. allora… Ecco! Ho trovato la soluzione…
    🙂

  3. rasoiata

    Anch’io trovai dei lobotamizzati che distribuivano volantini dell’esercito del bene.

    Glieli feci cestinare promettendo loro una bevuta collettiva al bar limitrofo.

    Dopo mezz’ora avevano compreso che e’ molto meglio l’esercito del male, nel quale, modestamente, sfoggio il grado di:

    SUBCOMANDANTE ZAC

  4. dall alto del mio 1,59 e mezzo, (soprattutto mezzo) Andrea lo capisco. Sebbene ammetto che non ci arrivai subito. Forse perché normalmente uso i tacchi. (voleva essere una battuta pure la mia? ci sono riuscita?)

    La pillola di saggezza del bene contro il male me l ero persa. Credo di dovermi ancora riprendere da quella fatta davanti al primo ministro albanese: nessuna tolleranza per gli scafisti, a meno che, non trasportino belle ragazze.
    (argh… eccola… la colica al fegato)

    ps. Rasoiata è GRANDE.

  5. @ Sonia: ormai è alla parodia della parodia della parodia, quella “battuta” gliela aveva “suggerita” Checco Zalone ne “la taranta di centrodestra” mesi prima: “…Evviva gli stranieri evviva l’integrazione, ma solo se sono femmine e sole quelle bone…”
    qui

  6. Ho sempre pensato che il PdL non potesse avere tanta presa sui giovani, che di solito si rifanno a posizioni idiotamente estreme (forza nuova) o estremamente idiote (PD).

    Dico, com’è possibile, cosa li spinge? Dov’è, e com’è fatto, l’oro che vedono sbrilluccicare?

  7. Pingback: Silvio Berlusconi è morto « Ed ora qualcosa di completamente uguale

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