L’autogol

Sembra che la faccenda che ha tenuto col fiato sospeso la politica italiana in queste ore, sia arrivata a una svolta, se sarà epilogo o secondo atto lo scopriremo entro la prossima giornata di campionato. Mi riferisco ovviamente alla faccenda Polverini-Formigoni. Premetto che non dirò nulla di originale, lo dico così, per onestà intellettuale. E premetto che non mi piacciono le vittorie a tavolino, la supremazia della forma sulla sostanza, la dittatura della burocrazia fine a sé stessa, ma non mi piacciono neanche i colpi di spugna (al signor nessuno che è stato escluso da un concorso pubblico perché ha compilato male la domanda, nessuno gli permette di essere ammesso lo stesso). Ma soprattutto non mi piace quando si esulta per un autogol dell’avversario. Ma un dato è incontrovertibile; quello che è successo al Pdl non è un caso. Un singolo evento è un caso, tre no (lista Formigoni, lista Polverini, Pdl per la provincia di Roma), sono evidentemente conseguenze non del caso ma di una causa (o di una paranormale botta di culo, come un terno secco, nel caso specifico sulle ruote di Roma e Milano). E questa causa comune è il midollo del più grande partito di questo paese, e per estensione, appunto, del paese stesso, cioè l’incompetenza. Io mi chiedo come si fa a mandare uno che non sa neanche parlare l’italiano a depositare le liste per la capitale d’Italia? Poi faccio mente locale e ricordo che si tratta dello stesso partito che ha più volte candidato Iva Zanicchi, e allora mi torna tutto chiaro, e lo sguardo mi cade freudianamente sul comodino in cui conservo il passaporto. Poi potrei parlare delle reazioni dei vertici del Pdl, e qui l’analogia calcistica cede; per quanto mi sforzi non riesco a ricordare un allenatore che se la sia presa con gli avversari per l’autogol di uno dei suoi, contro ogni pronostico la logica calcistica si rivela più ferrea di quella politica. Ma queste sono cose che sapete già, cosa volete? L’avevo detto che non avevo nulla di originale da dire al riguardo.

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2 pensieri su “L’autogol

  1. per me l’hai detto in modo originale.
    Qualcuno mi ha suggerito che forse è solo una strategia, giochi di potere, il tentativo di fare fuori Fini e i suoi candidati a roma e Formigoni a milano per lasciare posto alla Lega. Mah…

  2. Beh andreottianamente parlando, il pensare male è la regola in politica, ma, al meno per Roma, ne dubito; il simpatico Milioni era famoso per fare un po’ come gli pareva, ma questa volta è stato fisicamente fermato da un delegato di sinistra e libertà, che si è seduto davanti alla porta del cancelliere.

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