Liberate Barabba

Potrei parlare di attualità, di politica, scrivere una recensione, invece, dato che sono una testa di cazzo (e me ne vanto), parlo di qualcosa di cui non frega niente a nessuno, eccetto forse a quei due o tre che mi hanno chiesto il significato del mio nickname, ma non c’è un significato; un giorno decisi di iscrivermi a Facebook per farmi un’idea del fenomeno, perché il comandamento che più cerco di rispettare è quello che Mosè dimenticò di incidere sulla tavola, ma che Rino Gaetano ricordò di incidere in un disco (“Mio fratello è figlio unico perché non ha mai giudicato un film senza prima averlo visto”), insomma ero lì a compilare il form e non mi andava di inserire il mio nome e cognome (le persone che voglio sentire e vedere non hanno bisogno di cercarmi in un sito, ma questa è una mia personalissima considerazione e condizione), così attivai il programma random della mia zona linguistica e venne fuori Barabba Marlin, e mi piacque. Sono sempre stato dell’idea che il nome uno se lo deve scegliere da sé, una volta in un racconto scrissi che i bambini dovrebbero essere chiamati con dei codici alfanumerici, del tipo xc6754jk, un nome provvisorio giusto per le necessità amministrative, poi alla maggiore età uno si sceglie il nome che meglio lo aggrada, che meglio lo rappresenta. Il nome è la prima prepotente imposizione della società sull’individuo. Ho sempre provato una profonda simpatia verso quei migranti che si scelgono un nome italiano, o anglofono, invece del loro nome etnico, magari lo fanno perché altrimenti gli italiani non lo saprebbero pronunciare, o semplicemente perché sono affari loro. Poi aggiungete le mie velleità letterarie, e il fatto che considero quella dello scrivere una missione, e una missione è tale solo se il soggetto rinuncia, per la missione stessa, alla sua individualità, e quindi necessariamente al suo nome, come i monaci. Massima stima per il collettivo Wu Ming, il fu Luther Blisset, e quando sono arrivati i romanzi solisti, i singoli autori non hanno ceduto alla vanità del successo personale e anagrafico, e si sono firmati come Wu Ming 1, Wu Ming 2 (di cui consiglio il bellissimo “Guerra agli umani”), 4 e 5. Ma tornando a Barabba Marlin, perché mi piacque e mi piace? La risposta è la stessa della prima domanda: non lo so. Marlin mi fa pensare al “Vecchio e il mare” di Hemmingway, mentre Barabba rientra in una particolarissima categoria di personaggi, quei personaggi secondari che appaiono nei film per pochi secondi, ma che lasciano il segno e cambiano la storia, loro malgrado. Pensate a cosa sarebbe successo se il popolo avesse liberato Cristo, forse non ci sarebbe stato il cristianesimo, o forse milioni di persone avrebbero adorato un “brigante” (Giovanni 18,40), anche se secondo il romanzo di Par Fabian Lagerkvist (da cui poi è stato tratto nel 1961 il film di Richard Fleischer) il nostro sarebbe comunque finito in croce anni dopo, dopo la conversione a Roma, ma trattasi di invenzione letteraria, infatti di Barabba, contrariamente a quanto si pensa, non si sa quasi nulla*. Ma non è per questioni storico-religiose che mi piace il nome Barabba, Barabba è il nomignolo che si scelgono, o che viene affibbiato, ad alcuni senza tetto, in altri casi è un modo elegante e anacronistico per dare della testa di cazzo a qualcuno, mi pare che a Torino possa essere tradotto come “coglione” o giù di lì. Barabba Marlin sarebbe come a dire pesce spada nano e coglione, non un nome lusinghiero a dire la verità, ma almeno me lo sono scelto io (e questo avvalora la tesi).

*Nei vangeli canonici viene nominato solo nell’episodio che tutti conosciamo, per alcuni Barabba e Cristo sono la stessa persona, e secondo questa ipotesi un po’ azzardata, forse la famosa frase “Quale dei due Gesù volete che liberi? Gesù detto il Cristo o Gesù Barabba?”, sarebbe da interpretare come “Volete condannare Cristo come eretico o come ribelle?”, ma di questioni paleocristiane non ne so nulla, quindi lascio le considerazioni del caso a chi ne sa più di me (e ci vuole davvero poco).

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4 pensieri su “Liberate Barabba

  1. rasoiata

    Se tu sei una testa di cazzo allora io sono un fascio, uno xenofobo e
    un partecipante dalla Filippi.

    Buona giornata,
    zac

  2. syssa

    e comunque è una buona scelta, perché suona “musicale”. e a proposito di musica: ho scoperto di amare molto i Vangeli secondo De Andrè, centra nulla con il post.. .ma volevo partecipare.

  3. @rasoiata: se mi dai il codice ti televoto…;)
    @morena: assolutamente, per questo non dovrebbero essere gli altri a sceglierlo
    @syssa: De Andrè non è mai fuori tema.

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