Dagli appunti del dottor B.M. / 7 (il paradigma del gelato al sedano)

La proprietà transitiva è un fondamento dell’aritmetica, ma non della vita reale: le cose vengono percepite anche in base alla loro posizione. Un piccolo esperimento: andate in un supermercato e comprate un vasetto di yogurt, recatevi alla cassa e dopo averlo pagato chiedete una busta di plastica, giunti a casa prendete la busta e disponetela laddove generalmente è riposto il contenitore dell’immondizia, ora telefonate a un amico e invitatelo a casa, dopo avergli offerto il caffè gli mostrate la busta che fodera il secchio della spazzatura con dentro l’intonso vasetto di yogurt, e gli chiedete di prenderlo, con le mani, è molto probabile che il vostro amico si rifiuti schifato, la stessa probabilità cala vertiginosamente se disponete la busta in un altro angolo della casa. La percezione dello stesso vasetto di yogurt cambia a seconda del punto di casa in cui si trova, se è in un frigo si può mangiare, se è in una busta in un angolo della cucina non si può nemmeno toccare. Altra considerazione sperimentale: quanti di voi mangerebbero un cono gelato al sedano, al vino malvasia o al gusto “peperoni, capperi e cioccolato bianco”*? Pochi, davvero pochi, a giudicare dal fatto che il gelataio pazzo al quale mi riferisco non replica sovente queste trovate, eppure quegli stessi gelati sono fra gli antipasti e i contorni di alcuni ristoranti di grandi chef. Anche in questo caso la traslazione fisica da un posto a un altro, nel caso specifico dal gelataio sotto casa al ristorante di lusso, dal cono al piattino orlato d’oro, cambia la percezione della cosa.
Conclusione: il valore del contesto nel processo di significazione** è spesso ricordato quando si parla di intercettazioni telefoniche, citazioni improprie, estrapolazioni, ed è vero, il contesto è fondamentale, ma troppe volte è usato come un alibi; a volte una porcheria rimane una porcheria qualsiasi sia il contesto, come un vasetto di yogurt rimane un vasetto di yogurt anche in una busta di plastica sotto al lavandino.

* Vi giuro che non è un’invenzione, l’ho visto e per amore di scienza e conoscenza l’ho anche assaggiato; sapeva di peperonata dimenticata in frigo nel ripiano sotto al tiramisu.
** “processo di significazione” potrebbe essere un’espressione d’uso comune in semiotica, ma anche no, visto che me la sono inventata mentre scrivevo.

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2 pensieri su “Dagli appunti del dottor B.M. / 7 (il paradigma del gelato al sedano)

  1. via vestricio spurinna (quadraro/don bosco), il numero non lo ricordo, comunque è sulla guida gambero rosso. I gusti strani non li fa sempre, solo quando gli piglia il matto

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