Malachia e l’Arcigay

Ok, faccio mea culpa (espressione non casuale); non ho seguito molto bene l’affaire Ratzinger/preti pedofili, almeno fino a quando non ho letto la scandalosa esternazione del cardinal Bertone, che ha dichiarato che gli atti di pedofilia di alcuni sacerdoti sarebbero da imputare alla loro omosessualità. La frase, come prevedibile, ha sollevato disapprovazione e indignazione, sulla dinamica che ha portato un ministro di una delle religioni più diffuse al mondo a dichiarare quanto sopra, non riesco a formulare un’ipotesi che non passi per la strada dell’ignoranza o della malafede (altro termine non casuale). In generale questo non è un bel momento per il Vaticano, la faccenda mi ha fatto venire in mente una cosa divertente: sapete cosa è la profezia di Malachia? Nel dodicesimo secolo san Malachia di Armagh avrebbe avuto una visione mistica che lo avrebbe portato a descrivere tutti i papi futuri (futuri rispetto al periodo di Malachia) della chiesa cattolica, fino alla fine della stessa e della città di Roma. Le descrizioni in realtà sono dei brevi motti in latino, particolarmente vaghi per i pontefici successivi alla pubblicazione della profezia (1595), ad esempio: il motto attribuito a Giovanni Paolo II è “De labore solis”, per i malachisti il riferimento è al sorgere del sole, e quindi all’oriente, e Wojtyla è stato il pontefice nato più a est della storia, insomma il tenore dei motti è questo. Ma torniamo a noi: i papi della lista sono finiti, Ratzinger è l’ultimo, il 111°, successivamente viene un motto non numerato: Petrus Romanus. Qualcuno ha pensato che l’ultima riga della profezia non si riferisca a un papa vero e proprio, ma a un quasi papa, come il cardinale camerlengo, ovvero una specie di vicepapa, il cardinale che svolge le attività del pontefice alla morte di questo e fino all’elezione del nuovo, bene, sapete chi è l’attuale cardinale camerlengo? Tarcisio Pietro Evasio Bertone, nato a Romano Canavese. Quindi secondo Malachia la Chiesa Cattolica scomparirà con quel simpaticone che mette sullo stesso piano uno che stupra un bambino con un omosessuale, e aggiungo, come dargli torto (a Malachia, ovviamente)?

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4 pensieri su “Malachia e l’Arcigay

  1. effettivamente si presta bene come soggetto, anche nell’interpretazione più verosimile, cioè quella che in realtà fosse stata scritta da un tipo che era legato a tale cardinale Simoncelli, per favorirne l’elezione a papa nel conclave di fine cinquecento, sfruttando quel fenomeno che secoli dopo le scienze sociali avrebbero chiamato “profezia che si autoavvera”, ma in quell’occasione il trucco non funzionò, infatti fu eletto un altro cardinale, Niccolò Sfrondati, col nome di Gregorio XIV, e da quel papa in poi i motti diventano “stranamente” vaghi. Fa molto Vatican-spy-movie… c’è un film, mi pare di Nanni Loy, un film a episodi, e uno degli episodi è ambientato durante un conclave forse proprio di quel periodo, un episodio stupendo con un grande Nino Manfredi e una grande trovata di sceneggiatura.

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