La riva nera

Extraparlamentare. Un tempo era un termine che evocava seminterrati fumosi, ciclostili, impegno viscerale e qualche volta eversione. Oggi, invece, è la condizione di tanti, la trasposizione della precarietà dal lavoro alla politica, vedi un partito dalla nobile storia come Rifondazione, o Sel, dalle cui fila potrebbe venire il prossimo candidato premier per il centrosinistra, e poi i Verdi, i comunisti italiani e sinistra critica, Ferrando e i trotzkisti. Partiti e movimenti di sinistra. E la destra? Contrariamente a quanto si possa pensare al di qua del fiume, le terre del neo-fascismo e dell’estrema destra, non sono di così semplice lettura. Provo a tracciare i capisaldi della relativa geografia. Il partito più “continentale” è “la Destra” di Francesco Storace, ex presidente della regione Lazio, condannato lo scorso 5 maggio a un anno e sei mesi relativamente all’inchiesta nota come “Laziogate”. La Destra nasce come corrente di Alleanza Nazionale (D-Destra), da cui si staccò definitivamente nel 2007. Simbolo una mano che regge una fiaccola, sullo sfondo un tricolore sventolante. L’articolo 1 dello statuto de La Destra dipinge un partito tutto Dio Patria e Famiglia, e relativamente al rapporto col fascismo, Storace ha più volte definito il suo partito come non-nostalgico ma non-antifascista. Nelle fallimentari elezioni politiche del 2008, La Destra si è presentata in coalizione con Fiamma Tricolore, nome completo Movimento Sociale-Fiamma Tricolore, partito di ben più antica fondazione, 1995, su spinta di Pino Rauti e di altri missini contrari alla svolta di Fiuggi. Lo stesso Rauti uscirà da Fiamma per fondare nel 2004 Movimento Idea Sociale, misero partitino da un decimo di punto percentuale, cosa che fece abbandonare al partito i suoi intenti indipendentisti per tentare l’alleanza con i giganti di centrodestra della Casa delle Libertà, nel 2006, alleanza che naufragò per l’impresentabilità di alcuni candidati, Rauti si accontenterà poi di apparentarsi con Forza Nuova. Ma torniamo a Fiamma Tricolore, attuale segretario è Luca Romagnoli, un soggetto che nel 2006, ai microfoni di Sky Tg 24, dichiarò di non conoscere prove certe sull’esistenza delle camere a gas naziste. Fiamma Tricolore è un partito nazionalista che nel suo statuto si prefigge di costituire uno “Stato Nazionale del Lavoro” attraverso l’alternativa corporativa, il riferimento è all’istituto fascista del corporativismo, codificato nella Carta del Lavoro del 1927. Ora possiamo tornare a Pino Rauti e ai suoi nuovi amici, quelli di Forza Nuova, una storia di amore e odio, cominciata anni prima quando i due fondatori di FN, Roberto Fiore (segretario ininterrottamente dal 97) e Massimo Morsello, furono accompagnati alla porta di Fiamma Tricolore proprio da Rauti, a indispettire il camerata Rauti sembra fu il consenso che i due riscuotevano fra i giovani del partito, ma evidentemente i tre avevano varie cose in comune, come la militanza nell’eversione nera, infatti Roberto Fiore fu uno dei fondatori di Terza Posizione e per questo arrestato a Londra negli anni 80 niente meno che da Scotland Yard, mentre Massimo Morsello, morto sempre a Londra nel 2001, militò nei Nar, i nuclei armati rivoluzionari, quelli di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti, accusati tra i vari omicidi anche della strage della stazione di Bologna, mentre nonno Rauti poteva vantare un arresto nel 51 per la partecipazione ai Fasci di Azione Rivoluzionaria. Anche Forza Nuova propugna il corporativismo, e a differenza degli altri partiti fin qui citati, è dichiaratamente antieuropeo, e la cosa curiosa che l’unico seggio che Fn vanti lo ha ottenuto proprio alle elezioni europee del 2004. Il programma di Forza Nuova è sintetizzato in otto punti, fra cui l’abrogazione della legge sull’aborto, e il ripristino in toto del Concordato del 29, cancellando di fatto il laicismo dello stato italiano. Negli anni Forza Nuova ha saputo costruirsi un certa fama, superiore al suo reale consenso, grazie a quello che, con una perifrasi di moda, viene descritto come “radicamento nel territorio”, oggi però deve guardarsi da Casa Pound, un movimento che non nasce da costole di partito, ma dalla strada, esattamente da via Napoleone III a Roma, sede dell’originale Casa Pound, centro sociale occupato. La novità di Casa Pound è la sua propensione e abilità nella comunicazione, a partire da Gianluca Iannone, leader del movimento nonchè front-man del gruppo rock ZetaZeroAlfa, alle azioni di “squadrismo mediatico”, atte ad attirare l’attenzione delle televisioni, come l’assalto alla bolla del Grande Fratello nel 2008, all’attribuzione abusiva di personalità artistiche come quella di Rino Gaetano nonché dello stesso Ezra Pound (nella foto), il poeta americano richiamato nel nome, “omaggio” che la figlia del poeta, Mary de Rachewiltz, non ha affatto gradito. Ma al di là della mitologia fascista più volte richiamata, come nel caso dell’Autarchia questa volta chiesta a livello europeo, l’impegno politico e sociale di Casa Pound spesso lambisce argomenti propri della sinistra, proposte di CP sono quelle di un mutuo sociale per la casa, nazionalizzazione delle banche, riduzione degli orari di lavoro settimanali a trenta ore, Rca statale, e altre svariate proposte tra cui spiccano però, altre di più chiara sfumatura cromatica, come il blocco dell’immigrazione, e regole per favorire i lavoratori italiani rispetto a quelli stranieri. Simbolo del movimento, e dal 2008 del relativo partito, una tartaruga con carapace ottogonale.
In questo breve escursus ho tralasciato svariati corpuscoli vaganti nell’aree di estrema destra, come il Movimento Fascismo e Libertà, l’Azione Sociale di Alessandra Mussolini (disciolto nel 2009), il Fronte Sociale Nazionale (sciolto nel 2008), Area Destra, e altri.

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2 pensieri su “La riva nera

  1. rasoiata

    Pero’, notevole disamina del panorama filo fascista italiano.
    Forse raggruppa si e no’ il 4% dell’elettorato.
    Mediaticamente molto di più.

    Ciao,
    Zac

  2. Pingback: Gli acari di Berlusconi « Magari Domani

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