Facebook ha ammazzato il blog, il blog è vivo.

Una breve considerazione metabloggistica; da qualche mese a questa parte, attraverso i media tradizionali, sento sempre più citare i blog come fonte autorevole. Qualche tempo fa Nicola Porro, incalzato da Piroso su una sua ambigua posizione, invita il conduttore di “Niente di personale”, e quindi gli spettatori della trasmissione, a leggere un articolo che aveva pubblicato sull’argomento sul suo blog, e non un editoriale sul giornale per cui lavora, come se il primo fosse più attendibile del secondo. Ieri a Ballarò viene letto uno stralcio di Nicole Minetti attribuito, impropriamente, al suo blog, e l’oggetto del post viene commentato con la stessa serietà con la quale un tempo si commentavano le lettere aperte a un giornale della sera (cit.). Ma fino a due o tre anni fa i blog (che all’epoca contavano più utenti di oggi) erano considerati solo un fenomeno giovanilistico, privi di qualsiasi valore giornalistico o letterario, ben lontani dalla narrazione alta, istituzionale; cosa ha fatto diventare i blog adulti? La risposta è senz’altro complessa, incidono alcune circostanze storiche, come le scelte di alcuni opinion leader, ad esempio Grillo, che affida alla forma blog il proprio impegno, o l’apertura al web e relativo successo dei colossi dell’informazione, che rende di fatto i blog dei “vicini di casa” di siti quali Repubblica.it o il Corriere.it, che di fatto ormai finanziano la versione cartacea, ma per me ha inciso anche il successo di Facebook. Facebook, grazie alla comodità d’uso, una sorta di piatto precotto, ha calamitato l’attività di quegli utenti che pubblicavano solo ad uso e consumo di amici e parenti, il cazzeggio spiccio, il diario elettronico, quest’ultima prima e originale definizione di blog, in questo senso Facebook ha ammazzato il blog, e contemporaneamente ne ha sancito l’autorevolezza.

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7 pensieri su “Facebook ha ammazzato il blog, il blog è vivo.

  1. Anch’io ho il sospetto che alcuni (non tutti) parlino di blog per far capire di essere al passo con i tempi, quando in realtà al massimo sono fermi al 2004. Però è vero, il cazzeggio sta migrando su Facebook, che è più facile da gestire. Il che dovrebbe innalzare la qualità media della scrittura e dell’analisi sui blog

  2. caro barabba,
    io onestamente credo che un po’ tutto internet abbia recentemente assunto un’autorevolezza fuori misura. La gente crede alle cose semplicemente perchè le legge in rete, senza pensare quale sia la fonte.
    Facebook ha solo amplificato il fenomeno. Non ti è mai capito di vedere un servizio al TG su un gruppo costituitosi intorno ad un fatto di cronaca come se rappresentasse un movimento di opinione o la vox populi (quando magari semplicemente ha 100 iscritti…)?
    I giornalisti sono i primi a non aver compreso questi fenomeni.
    Un saluto
    troubledsleeper

  3. Sì, internet è reputata una cosa più seria che in passato perché più pervasiva nelle nostre vite. Fino a qualche anno in italia era impensabile avere una banca on-line, fare una domanda pubblica da casa, pagare un bollettino o comprare un libro col computer. Il successo non è dovuto, purtroppo, solo al mezzo, ma anche alle potenzialità di profitto ad esso connesso; dico una cosa provocatoria ma mica tanto, se nel web non si fosse affacciata la pornografia, portando un numero di utenti altrimenti impensabile, con il relativo interessamento di aziende, sponsor e via dicendo attratti da un nuovo tipo di visibilità, oggi internet sarebbe ancora una roba da geek, e se oggi siamo più liberi grazie al web, e se il web oggi è quello che è grazie alla pornografia, per la proprietà transitiva dobbiamo la nostra libertà alla pornografia.

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