Processo a Gianluca Morozzi

Scrivere diventa reato, e gli scrittori finiscono alla sbarra per il solo fatto di scrivere. Questa la premessa dell’intervista a Gianluca Morozzi, classe 71, autore e coautore di 24 titoli (ma mentre scrivo potrebbe averne pubblicati altri tre o quattro), il suo ultimo lavoro è “Bob Dylan spiegato a un fan di Madonna e dei Queen”, edito da Castelvecchi.

1. Aldo Busi parlò a lungo del suo romanzo Blackout all’interno di una pseudo lezione di letteratura durante una puntata di Amici di Maria de Filippi. Si ritiene più correo o parte lesa? – Ignaro. Non sapevo niente! Un amico mi ha detto di accendere la tv su canale 5, e ho visto la De Filippi e Busi con il mano Blackout. Ho pensato a una candid camera personalizzata. Voi a cosa avreste pensato?

2. Lei ha una produzione sovrabbondante, se le dessero un giorno di reclusione per ogni pagina scritta sarebbe spacciato; rinuncerebbe a qualcosa che ha scritto per un po’ di libertà in più, e a cosa? No, anzi, da recluso avrei ancora più tempo per scrivere.

3. Scelga uno scrittore, o una scrittrice, anche del passato, come suo avvocato. – Ho sempre sognato di farmi difendere in tribunale da Charles Bukowski. Voi no?

4. Fedeltà al proprio partner, fedeltà ai propri ideali, fedeltà alle proprie passioni. Quale di queste potrebbe tradire più facilmente? È obbligato a sceglierne una. –  Be’, il tradimento ai partner è un po’ più semplice, no? Poi si può sempre scriverne, e finire in un turbine di passioni e piatti rotti e urla e recriminazioni.. tutto materiale da romanzo.

5. Le danno il carcere duro, però ha diritto una volta a settimana o ad un ipod per ascoltare Bob Dylan, o ad una radio per seguire le partite del Bologna, o ad una rassegna stampa per tenersi informato, cosa sceglie? – Io voglio sempre sapere cosa sta facendo il Bologna.

6. Quale dei suoi personaggi non vorrebbe mai come compagno di cella? – Il simpatico Aldo Ferro di Blackout no, grazie. Anche l’Orrido, che costretto in una cella all’astinenza sessuale, dopo un po’, chissà…

7. In quale paese andrebbe in esilio? – In Irlanda. Si scrive bene, secondo me, tra i pub e le scogliere.

8. La condannano all’istituto psichiatrico, preferisce finire in un padiglione in cui tutti pensano di essere Bruce Springsteen, Roberto Saviano o Umberto Bossi? – Springsteen. Magari cantano, e mi allietano.

9. Le danno la possibilità di commutare il carcere con una partecipazione al Grande Fratello, che fa, accetta? – Accetto, e mi faccio cacciare via dopo un giorno. Così ho scampato la pena.

10. Quali sono le sue ultime parole da uomo libero? – “sono liberi gli uccelli dalle catene del cielo?”

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