Processo a Sandrone Dazieri

Scrivere diventa un reato, e gli scrittori finiscono alla sbarra per il solo fatto di scrivere. Oggi, con sommo piacere, processo uno dei miei autori preferiti, Sandrone Dazieri; ha fatto un sacco di cose e un sacco di mestieri, e forse non è un caso che il personaggio del Gorilla, che porta il suo stesso nome, soffra di un disturbo della personalità. Il suo ultimo romanzo è “La bellezza è un malinteso” edito da Mondadori l’anno scorso, oltre alla saga del suo personaggio più noto e prolifico, consiglio il travolgente “E’ stato un attimo”, sempre Mondadori.

1. Al pubblico pudore, alla nazione, alla religione. Quale oltraggio le è più naturale commettere? – Alla nazione, a occhio e croce. mi sento cittadino del mondo.

2. Scelga tra gli scrittori o le scrittrici, anche del passato, il suo avvocato. – Joe Lansdale. Se non mi salva a parole mi salva a cazzotti. E’ grosso.

3. Nei suoi romanzi il disagio psichico è spesso ricorrente. Si avvale della seminfermità di mente? In che modo uno scrittore può essere incapace di intendere e di volere nell’atto di scrivere? – Possiamo dire che ho seguito l’estro e il sentimento, e non la ragione. Per me l’impulso più importante alla scrittura viene dal cuore e dalla pancia, ma devo ammettere che mi serve il cervello per filtrare e mettere su carta il tutto. Comunque sono sicuramente schizofrenico, il che può farmi meritare una condanna mite.

4. Faccia i nomi degli autori che l’hanno fatta diventare a sua volta autore. – Dick, Chandler, Ellroy, Heinlein.

5. Cos’è il senso di colpa? Lei ne ha? – Molti. Soprattutto verso me stesso quando non scrivo.

6. Può continuare ad essere libero, e saltuariamente a scrivere, se getta nel rogo uno dei suoi titoli. Se accetta dica quale. – Cemento Armato, scritto a quattro mani con Marco Martani. e’ quello che sento meno mio.

7. Tutti gli scrittori italiani sono stati arrestati. Chi vorrebbe come compagno di cella? Carlotto e Lucarelli. Oltre a essere amici hanno due caratteristiche utili in cella: Carlotto sa com’è perché c’è già stato a lungo, Lucarelli ha sempre una storia da raccontare.

8.  Ora d’aria: in una piazza della sua Cremona, nel “suo” Leoncavallo, o in un bosco dell’appennino? – In piazza, almeno vedo gente.

9. Nel carcere letterario si fa fare un tatuaggio; cosa rappresenta?Il volto di P.K. Dick

10. Quali sono le sue ultime parole da uomo libero? – Che cazzo volete da me? Faccio solo il mio mestiere.

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