Io e il conte Giangiacomo Pigna Corelli

Il mio peggior difetto è quello di avere improvvise passioni tanto intense quanto brevi. Sono come il personaggio di un film di Carlo Verdone, il conte Giangiacomo Pigna Corelli Inselci; un giorno avvocato, l’altro veterinario e l’altro ancora insegnante. Perdo interesse improvvisamente, proprio quando avevo deciso di applicarmi seriamente, l’unica che mi tiene al guinzaglio è la scrittura, moglie magnanima che perdona sempre le mie futili scappatelle. Ogni tanto ho dei ritorni di fiamma, come in questo periodo per la fotografia e la computer grafica (o più banalmente per il “fotoritocco”). Qui sopra un omaggio ai giocatori di poker come il buon vecchio Zac. Qui invece trovate una galleria in allestimento, un omaggio a una mia ossessione: le antenne. Abbiamo nostalgia dei giradischi e dei vinili, anche quelli che sono troppo giovani per averli usati, abbiamo nostalgia delle musicassette e dei mangianastri, anche se spesso i nastri li mangiavano per davvero, abbiamo nostalgia del calcio degli anni 80, anche se le partite truccate c’erano anche allora, abbiamo nostalgia di un sacco di cose, e avremo nostalgia anche delle antenne sui tetti, anche se per quasi tutti deturpano lo skyline delle nostre città. Un giorno scompariranno, ed è giusto così. Ma prima che venga quel giorno ci tengo a testimoniare come io abbia amato la bellezza decadente di quei grovigli di metallo già in tempi non sospetti.

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6 pensieri su “Io e il conte Giangiacomo Pigna Corelli

  1. Interessante, antenne e lampioni (che letto così ricorda vagamente un brano di morandi, mi pare intitolavasi banane e lamponi) sono due elementi del paesaggio urbano che hanno una cosa in comune: si trovano in alto. Penso siano parenti e discendano da un elemento del paesaggio urbano-rurale, ovvero il comignolo,

  2. rasoiata

    Ovviamente ringrazio commosso.

    Le antenne, ma sai che non c’avevo mai pensato?

    E anche per questo, ringrazio.

    Ciao
    Zac

    P.S.
    Sulle foto non posso dire, e’ una passione che mi manca, la mazzata e’ stato quando non ho più potuto sviluppare il rullino, a me sta storia di scaricarle non m’ha mai preso bene, difatti avrò migliaia di foto, di quelle che si facevano al mare o in montagna, ma l’ultima avrà sette anni di anzianità.

  3. Pingback: Io e il conte Giangiacomo Pignacorelli Atto II « Magari Domani

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