Ricordati del Maiale

Vedete la foto? Quelli al centro sono gli stivali di Stalin; non è un’installazione di arte contemporanea, è quello che resta dell’immensa statua di baffone in quel di Budapest (in realtà una riproduzione 1:1), abbattuta durante la rivolta ungherese alla dittatura sovietica nel ’56. Si trova al Memento Park, parecchio fuori dalla capitale magiara, un parco desolato e malinconico in cui sono state parcheggiate le sculture della dittatura comunista, un ripostiglio della memoria, abbastanza lontano, ma non troppo, perché rimuovere dalla memoria le tragedie è la prima cosa da fare per farle tornare. Poi ho pensato a un parco del genere in Italia, un posto che raccogliesse le spoglie della pagina di storia nazionale che sembra apprestarsi a finire (ma io con tali proclami ci andrei cauto), quella del sultanato Berlusconi. Il nome è fin troppo facile, in stile Drive In/Colorado Cafè che piace tanto al diretto interessato; Memento Pork, in ricordo del maiale. Purtroppo la mostra non potrebbe fare a meno di video-installazioni, perché quello è il media attraverso il quale è passato l’indottrinamento del regime (forse per questo sono così rare le rivoluzioni nei paesi occidentali? perché non ci sono simboli da poter abbattere fisicamente?), una rassegna analogica potrebbe riguardare la pur ampia scelta di manifesti elettorali. La creatività, invece, sarebbe l’unico limite per la memorabilia da vendersi in biglietteria, con raffinati esempi di meta-souvenir, come il modellino del Duomo di Milano, per capirci quello lanciato da Massimo Tartaglia, e sterminata l’iconografia da immortalare nelle cartoline. Io, per esempio, comprerei quella un po’ sfocata e sgranata che riprende un foglietto con la formula “308 – 8 traditori”, meno universale di E=mc2, ma nel nostro piccolo altrettanto storica.

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4 pensieri su “Ricordati del Maiale

  1. Purtroppo la mostra non potrebbe fare a meno di video-installazioni, perché quello è il media attraverso il quale è passato l’indottrinamento del regime (forse per questo sono così rare le rivoluzioni nei paesi occidentali? perché non ci sono simboli da poter abbattere fisicamente?)

    Infatti la mia sensazione è che la maggior parte del dissenso sia nata e poi cresciuta linearmente al “Bunga bunga”.

  2. Caro Maestro,
    purtroppo non so’ come allegartela, se mi dici che il tuo telefonino riceve foto te la spedisco via mms, fatto sta che l’8 di novembre, preso da estasi mistica, ho creato una scultura dal titolo “il nano”, composta da crini di scopa, silicone, duomo in miniatura, pennello da fard e lustrini, cera rossa fusa, olio.

    Se trovi un parco…..

    Ciao
    Zac

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