Mario, Maria e Mario 2.0

Chi mi legge sa che sono convintamente di sinistra, e potrà immaginare come questi siano per me giorni assai amari, ma è innegabile che siano anche giorni di Passione vera; in privato discuto violentemente con amici e su twitter cerco il confronto con gli attivisti del movimento 5 stelle, un confronto che, ammetto, da parte mia è pregiudiziale, ma del resto lo è anche il loro atteggiamento. Mi piacerebbe che un novello Francesco Rosi raccontasse, tra qualche tempo, il dramma delle prime sedute parlamentari, alla stregua del consiglio comunale in “Le mani sulla città”, o un nuovo Ettore Scola raccontasse la crisi di una coppia parallelamente al risultato di queste elezioni, come fece il maestro succitato con lo scioglimento del Pci in “Mario, Maria e Mario”. Incollo di seguito lo scambio di mail tra me e un mio amico che è sempre stato di sinistra, ma che è andato a gonfiare il risultato elettorale di quello che a Febbraio 2013 risulta essere il primo partito del Paese. Lo posto per raccontare il mio punto di vista (lo so che non interessa a nessuno, ma se non lo faccio scoppio) e per illustrare le ragioni di chi essendo di sinistra ha votato il M5s.

Premessa; attraverso un sms chiedo a questo mio amico, che chiamerò fittiziamente Mario, se è ancora convinto del suo voto dopo la chiusura di Grillo a una responsabilità di governo con Pd e Sel. Lui mi risponde incollando un articolo di Claudio Messora pubblicato sul blog di riferimento del movimento, in cui viene lanciata l’idea di un governo solo 5 stelle.

IO – questo articolo l’ho letto, ed è ridicolo, tu sai benissimo che se il Pd ha delle colpe (e questo è tutto da vedere, come la faccenda dell’Mps, scommetto che tu neanche sai bene tecnicamente quale sarebbe la responsabilità del Pd) non sono minimamente paragonabili a quelle di Berlusconi, e Grillo cosa fa? Prima dice no alla responsabilità di governo col Pd, sapendo che ciò potrebbe portare al governissimo favorendo l’inciucio, e dopo fa la proposta, attraverso Messora, di un governo solo 5 stelle, ma come? Chiedendo la fiducia di Pd e Pdl! E Pdl CAZZO! durante il governo Monti Pd e Pdl sostenevano il governo tecnico e tanto è bastato a Grillo per sostenere che Bersani e Monti fossero collusi con il Grande Corruttore, e ora? Chiedono un governo in cui ci sia la fiducia anche del Pdl? Ma allora sono collusi anche loro! E poi dove cazzo è la democrazia diretta? Tutte le scelte si prendevano collettivamente no? Eppure il signor Grillo che non è candidato, e che doveva essere solo il megafono del movimento, sta decretando la posizione del partito da casa sua, senza colloquiare con la base, ma è democratico eh… si vede, perché non sottopone a referendum sul blog la posizione da prendere in merito alla fiducia al governo Bersani, alla possibilità di co-governare, di non lasciare il Paese in mano a coloro che, a suo dire, lo hanno rovinato? In fondo è quello che chiedono anche molti attivisti, ma no, loro sono infiltrati, e come lo sai? Fallo sto cazzo di referendum, come hai fatto le parlamentarie, tra gli iscritti al blog entro una data antecedente al risultato elettorale. Alle parlamentarie forse non vi era il rischio infiltrati? DOVE CAZZO è LA DEMOCRAZIA DIRETTA? Infine Mario lasciati dire che è davvero penoso che tu risponda con un articolo invece che con un tuo pensiero, visto che io ho chiesto a te cosa pensavi di Grillo, se lo giustificavi ancora, e tu mi hai risposto con un giornalistuncolo di neoregime (il rimando all’hacking del movimento pirata è un faccenda ridicola, il movimento pirata e anonymous rivendicano sempre le loro azioni, è come la storia del presunto pacco bomba di ieri a casa di Grillo, tutti sul blog a gridare ai servizi segreti, ma era solo una cassa di vino, rilassatevi). Ti sei fatto indottrinare. Addio Mario.

MARIO – Io parlo solo con le parole del mio capo politico… 🙂

IO – Però c’è da dire che sono preparati i nuovi parlamentari del Movimento 5 Stelle: video1 e video2

MARIO – Ricorda un po’ la stessa competenza della Minetti o della Carfagna. Ho visto questo video. Sto vedendo tutto. Non mi sono fatto indottrinare. Ho una specie di intelligenza anche io. Ora non ho tempo per risponderti.. sarebbe meglio parlarne. Certo è che tutto questo era prevedibile. La mancanza di fiducia al governo è perfettamente in linea con quanto dichiarato finora da Grillo. Barabba è vero, il m5s ha dei grossi limiti, ma bisognava provare, bisognava dare un’opportunità ad una voce fuori dal coro. Ora vedrai che se continuano così alle prossime elezioni prenderanno il 2%. Ma non mi sento in colpa per averlo votato. Non mi sento in colpa, perché continuo a non riconoscermi in un Pd così disorganizzato e inconcludente.

IO – Allora ti riconosci nel governissimo Pd e Pdl, o in Monti, il rigor montis, dato che oggi Messora ha aperto alla prorogatio? I video sono due ed hai perfettamente ragione, ricordano la preparazione della Minetti e del Trota (la Carfagna a sti due se li mangia a colazione), e il fatto che fosse prevedibile il non appoggio al Pd non ti assolve, anzi è un’aggravante al fatto che tu li abbia votati, visto che in un barlume di lucidità hai votato la coalizione di centrosinistra al senato, perché lo sai che sinistra e destra non sono la stessa cosa. Comunque parlane di persona con qualcun altro, io con te non ci parlo più che mi fai troppo incazzare. E sciacquati la bocca col sapone quando parli di Bersani e Pd, che se avessero voluto saremmo andati a votare dopo le dimissioni di Berlusconi e avrebbero preso il 70% dei voti, ma lo spread ci avrebbe mangiati vivi e la tua ragazza, se ha un mutuo a tasso variabile, avrebbe dovuto lasciare la casa alle banche. Lo sai come si chiama questa? RESPONSABILITà la stessa che manca a Grillo nel lasciare il paese senza governo e nello spingere a un disastroso inciucio, la stessa che manca a te che voti un partito che sai essere inutilmente contro tutto e contro tutti e a favore di un cazzo. E poi attendo ancora delucidazioni sul tema della democrazia diretta, bella a parole eh, ma dove cazzo è finita? perché decide tutto Grillo? non era solo il megafono? ma vaffanculo va.

MARIO – La destra e la sinistra non sono la stessa cosa per noi che ci crediamo. Ma se fossero così diverse in parlamento ora avremmo già una legge sul conflitto di interesse che avrebbe impedito a Berlusconi di fare i cazzi suoi per anni.. Anche a me fa incazzare questo tuo modo prevenuto e arrogante di giudicare. Sono cittadini, sono impreparati, ma intanto la cosa certa è che la più grande provocazione della storia si è avverata forse anche contro le loro stesse previsioni. Non stanno rubando i tuoi soldi. Non stanno pensando a sé stessi. Sii più ragionevole, merda. Se Bersani non sa vincere non possiamo accusare Grillo. Tu stesso non hai votato il Pd.

IO – Io ho votato Sel, anche alla camera, e l’ho detto a Bernardo [un amico comune], ma anche se avessi votato Ingroia e ce l’avesse fatta ad entrare in parlamento, lui la fiducia l’avrebbe votata, non solo, aveva chiesto l’alleanza prima di andare alle urne, e nel caso Ingoria fosse impazzito chiudendo a Bersani non avrei avuto problemi a dire di aver fatto una cazzata, a differenza tua (e visto che ci siamo; che cazzo sei venuto a votare alle primarie se la pensavi così?!). Detto questo il problema dell’impreparazione dei due onorevoli è solo una nota di colore che ho messo a seguito della tua battuta, ma il problema vero è quello della responsabilità politica, la provocazione la puoi fare in piazza e sul blog e va benissimo, è preziosa, ma quando stai in parlamento hai la RESPONSABILITà del Paese, e l’altro punto è quello dell’ipocrisia della democrazia nel movimento, del dispotismo e del fascismo di quest’individuo che continui a difendere.

P.S. se non si fosse capito io non ce l’ho con gli eletti del M5S, che non conosco, non ce l’ho col programma, in gran parte sovrapponibile a quello della sinistra (ma ci sono anche tanti punti irrealizzabili e demagogici), io ce l’ho con lo zar Grillo e il Rasputin Casaleggio, e con tutti quelli che attorno al palazzo reale fanno quadrato, respingendo col fanatismo tipico dei convertiti qualsiasi tipo di critica o tentativo di dialogo.

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5 pensieri su “Mario, Maria e Mario 2.0

  1. ho scoperto che con i grillini non si riesce a discutere, o almeno. non ci si riesce con una parte di loro. Manco fossero testimoni di Geova.
    Ho scoperto poi che basta solo nominarli, basta solo scrivere un articolo moderato per vederli piombare in massa, commentare e spammare a tutto spiano.
    Ho pure scoperto che anche fra i grillini più avveduti c’è molta confusione: hanno confuso il Bersani vero con l’imitazione che ne fa Crozza.

  2. sì, purtroppo sì, e il brutto (per loro) che i più fanatici oggi saranno i più delusi domani; molti sono molto giovani e non sanno cosa sia la propaganda politica, io spero che il movimento possa realizzare i suoi buoni propositi, ma gran parte è fuffa, come l’uscita dall’euro di cui provvidenzialmente grillo non parla più dalle elezioni, non vorrei che tra un po’ di tempo i delusi di questa demagogia sfrenata non escano definitivamente dalla società civile.

  3. Il fanatismo è l’aspetto più insopportabile che è emerso a causa di una parte dei sostenitori del movimento 5 stelle, come se non ce ne fosse già abbastanza in giro.
    Speriamo che l’entrata in Parlamento dei grillini oltre a portare un pò di buoni contenuti possa consentire di ridimensionare il fenomeno.
    Magari qualche fervente sostenitore grillino potrà rendersi conto ( come in parte sta succedendo a Parma ) che, a volte, tra il dire e il fare c’è di mezzo il m(edi)are.

  4. Esimio maestro Barabba,
    “lo so che non interessa a nessuno”, interessa moltissimo a me, ed e’ gia piu’ che sufficente.

    Li capisco, capisco i compagni che si sono lasciati prendere dal comico e dal guru, e non sospettavano di ritrovarsi in un “movimento” infarcito di viagrini e destrorsi, non li invidio.

    io avrei chiesto al tuo amico di motivare il fatto che in sicilia, da mesi l’M5S approva le leggi dell’esecutivo Crocetta, mentre a Roma sembra che siano gli unici e soli depositari della verita’ e del bene del paese.

    Ti allego qui sotto un commento di David che ha lasciato da me, non so’ se l’avevi letto, forse la piu’ lucida descrizione di Giuseppe Grillo che io abbia mai letto.

    Caro Zac e cari tutti,
    mi pare che dopo la zuccata in questo condominio la pensiamo tutti allo stesso modo. E ciò che pensiamo lo posso leggere i tanti siti (anche quelli dei giornali on line) dove tutti hanno smaltito il colpo e si fanno più o meno le stesse domande o esprimono le stesse speranze che sono le nostre. Questo è comunque un fatto positivo. Questa gigantesca seduta di autocoscienza che sta coinvolgendo il 70% del paese sarà pure molto sgangherata ma sarà anche salutare.
    Ora, come molti di voi, vorrei smettere di parlarmi addosso (cosa per me non facilissima) e fare un ultimo ragionamento/previsione.
    Mi ha gratificato molto che vi abbia fatto piacere il giro di jukebox. Continuate pure a mettere le vostre monete nella fessura e io una volta la settimana canticchierò qualcosa. Rimestando nei ricordi, mi sono reso conto improvvisamente che in tutti quegli incontri, in quelle avventure e in quelle disavventure, la politica era sempre presente. Del resto, a quei tempi si diceva che “il privato e’ politico”, ricordate? Pertanto, non mi sento affatto come un reduce di Novella 2000 e continuerò a raccontare molto volentieri finché avrete voglia di leggere.
    Come ormai sapete, ho cominciato da ragazzino come “attore abusivo”, poi attore fallito. Avevo solo una bella faccia e ben altro per la testa. Da quel momento in poi, avrei potuto odiare gli attori per frustrazione, per invidia, o per stupida “superiorità culturale”. Invece, chissà perché, ho cominciato ad amare gli attori, anche quelli veramente stupidi, più di qualunque altro essere umano. Li considero gente estremamente esposta e vulnerabile e mi fanno scattare sempre, senza nessuna distinzione, la necessità di proteggerli. Ne ho conosciuti tanti, in Italia, in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti, e non sono mai riuscito a odiarne veramente qualcuno, nonostante i loro comportamenti spesso assurdi, folli, vili, ottusi, infantili.
    Beppe Grillo è un attore. Questo si dimentica spesso. Lo chiamano “comico” per sottolineare la sua distanza dalla realtà o perché lui stesso ha detto spesso “possibile che questi orrendi guasti della politica li devo denunciare io che sono solo un comico?”.
    Beppe Grillo fa spesso ridere ma non è un comico. È un attore. E il personaggio che interpreta oggi è un personaggio che molti hanno definito giustamente “shakespeariano”, cioè la più alta forma di drammaturgia che un attore può desiderare. Beppe Grillo è un attore frustrato, per giunta. E la frustrazione è anch’esso uno degli stati d’animo che Shakespeare ha voluto rappresentare piu’ di ogni altro per spiegare come le sorti dell’umanità siano spesso legate ai beffardi destini delle singole persone. Beppe Grillo è due volte frustrato. Il cinema lo ha respinto in più di un’occasione, e in una di queste interpretava un emulo di Gesù Cristo (Cercasi Gesu’) che è tutto un programma. La televisione lo ha espulso tanti anni fa, a causa di una satira su Craxi e i socialisti che non faceva proprio ridere e che lui stesso interpretò con scarsa convinzione (andatevi a rivedere quella puntata di Fantastico, sembra che lui voglia dire “mi hanno scritto ‘sta roba, io la dico, ma non ho mica capito se funziona”).
    Grillo ha avuto sempre degli autori, come Stefano Benni, Michele Serra e tanti altri. Quando l’ho conosciuto, nel 1978 a Sanrem, dopo uno scandalo politico che aveva distrutto il Festival, ho conosciuto un uomo che della politica se ne fregava completamente e ambiva solo al successo. Oltre agli autori, da quando è finito ai margini di tutto come un appestato e si è inventato un’altra vita, un’altra storia e un’altra carriera su Internet, ha avuto altri guru (almeno due) prima di questo Casaleggio.
    Beppe Grillo, ripeto, è e resta un attore. Anche Gianfranco Funari, con il quale ho condiviso una folle avventura all’apice della sua carriera, era un attore. Anche lui era stato cacciato dalla TV per gli stessi motivi e dalla stessa persona (Craxi) ma aveva saputo vincere, da solo, la sua battaglia con la TV e ci era tornato di prepotenza per fare politica pura senza protettori e senza padroni. Anche lui a un certo punto si è buttato in politica. Anche su di lui ho scritto un necrologio senza pudore e senza ipocrisia che forse potrete trovare nell’archivio dell’Unita’.
    Da alcuni mesi, provo ad andare a zonzo nella testa di Beppe Grillo usando la mia esperienza e la mia immaginazione. Ogni volta, ne esco con la stessa sensazione. La sensazione di calcare un palcoscenico che nessun altro attore ha mai potuto sognare, la sensazione di avere ai piedi un pubblico che nessun attore ha mai osato desiderare. Altro che Premio Oscar, altro che gli incassi di Titanic, altro che Ronald Reagan. Di conseguenza, cerco di continuare ad interpretarlo e cerco di capire dove può andare a finire questo film mai visto prima, questo kolossal dei kolossal che ha per protagonista e per interprete assoluto questo attore così dolorosamente frustrato. L’unico film che mi viene in mente è “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin, con tutta la sua straordinaria, commovente, irripetibile carica positiva in quel monologo tutto d’un fiato che è uno dei più alti prodigi umani della storia del cinema. Ma Chaplin era un autore prima che un attore.
    Per restare su questa terra, il Grillo che immagino io non vuole fare governi con nessuno, non intende fermarsi di fronte a nessun risultato, non vuole interrompere questo sogno per nessun motivo al mondo, non si pone alcun limite che noi umani finiremmo col porci. Vuole andare avanti, sempre avanti, gridando nel buio dove ormai abita una folla di miliardi di spettatori che lo stanno guardando in tutto il mondo, vuole forse diventare il futuro leader mondiale della futura umanità o qualcosa del genere, ma probabilmente nemmeno lo sa, non può saperlo.
    Beppe Grillo non è né buono né cattivo, né progressista né conservatore. È un attore. Soltanto un attore. Che dopo tante sofferenze, tante frustrazioni, ha trovato il palcoscenico più incredibile del mondo perché sembra il mondo stesso. Secondo me, da quel palcoscenico non scenderà mai per nessun motivo al mondo. Andatevi a rivedere Peter Finch in Network (Quinto Potere) di Sidney Lumet.
    Volevo dire solo questo. Come al solito, ho usato qualche tonnellata di parole di troppo. È la malattia dell’autore, anche peggiore di quella dell’attore.
    Buona serata
    David

    Hasta
    Zac

  5. ciao Zac, sì, lo avevo letto, e penso che alle bizze di un attore frustrato si siano aggiunte quelle di un regista/sceneggiatore frustrato, ovvero Casaleggio, tra qualche giorno vedremo come andrà a finire, se la gente riprenderà a pensare con la propria testa o se avremo un nuovo nemico da combattere quotidianamente, oltre al berlusconismo il grillismo, dai commenti sul blog di grillo si evince un diffuso malumore riguardo la linea voluta dal megafono (è la prima volta che vedo un megafono che decide cosa dire). Non vorrei che il modello Sicilia sia quello del Gattopardo, “affinché nulla cambi, tutto cambi”, promettere la rivoluzione per poi congelare il paese in uno stallo istituzionale.

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