Appunti preliminari per un’antropologia del grillominkismo

Anche se ormai ho abbandonato il commento dell’attualità politica su questo blog, vorrei tuttavia condividere con voi alcune considerazioni, che ho maturato negli ultimi mesi, su quella tipologia italiana che vado a definire come Grillominkia. Il significato di tale termine è abbastanza intuitivo, soprattutto per chi frequenta assiduamente il Web e ne conosce il gergo; la radice Grillo si riferisce a Beppe Grillo, il resto della parola richiama il termine “Bimbominkia”, usato per indicare chi in chat o forum ha un comportamento infantile, che si riflette anche e soprattutto nella forma grafica, caratterizzata da infiniti punti di sospensione e punti esclamativi, uso smodato delle maiuscole, sostituzione delle C con le K anche quando la terza lettera dell’alfabeto non è seguita da una H (il che rende comprensibile la traslitterazione qualora si voglia o si debba risparmiare un carattere), e uno sdoganamento pressoché totale dell’errore grammaticale. Il grillominkia non è il semplice elettore o eletto del Movimento 5 Stelle, non è sufficiente nemmeno la lettura quotidiana del blog di Beppe Grillo; il grillominkia è colui che sbandierando lo slogan “uno vale uno” accetta, più o meno coscientemente, che Grillo, parafrasando Orwell, valga più uno degli altri. Ho individuato alcuni idealtipi del grillominkia, sono ovviamente delle tipologie pure, la personalità di un grillominkia reale si muove all’interno del poligono che possiede i seguenti vertici:

Grillominkia digitale: l’assioma esistenziale di questo grillominkia è che la civiltà non è nata con la parola, col fuoco, la ruota o la moneta, bensì col modem 56k. La sua parola più frequente è “rete”. Tutto ciò che storicamente viene prima della rete è sbagliato, tutto ciò che oggigiorno è esterno alla rete è sbagliato e in più malvagio. Spesso vede dovunque congiure e cospirazioni di carattere planetario (Bilderberg e New World Order). Il suo unico canale di informazione è ovviamente la rete, ma talvolta, o per una carenza di strumenti cognitivi o per deferenza verso il dio rete, non distingue le informazioni dalle bufale (vedi sottocategoria Grillominkia micro-chip)

Grillominkia anti-casta: il delirio di persecuzione di questo grillominkia non è di carattere internazionale ma più modestamente italico. Il grillominkia anti-casta vede una minaccia in chiunque abbia, o abbia avuto, una tessera di partito o sindacale, sia egli effettivamente un corrotto criminale che un misero e impotente cittadino come lui. Questa tipologia attribuisce alla cosiddetta Casta qualsiasi suo fallimento o frustrazione, ma è soprattutto il denaro ad ossessionarlo; per lui eliminando i rimborsi elettorali si risolverebbero i problemi strutturali del nostro Paese. Vuole il reddito di cittadinanza e lo finanzierebbe con i rimborsi elettorali, darebbe internet a banda larga gratis per tutti coprendo i costi con i rimborsi elettorali, eliminerebbe tutte le tasse tanto ci sono i rimborsi elettorali! Pensa che i rimborsi elettorali siano così cospicui che un partito, primo fra tutti il Pd, possa permettersi di pagare degli individui col compito di criticare il M5S anche solo con un tweet. La sottocategoria dei grilliminkia ragionier Filini raccoglie quei soggetti che, partendo dal quadro ossessivo finora descritto, provano sollievo solo nello spulciare, con solerzia notarile, note spesa e rendiconti dei propri eletti. Un tentativo di discussione politica con loro si trasforma sempre in un corso di aggiornamento per commercialisti. Per loro dimostrare che il proprio eletto non ha intascato un solo centesimo in più equivale al risanamento del debito pubblico. La sottocategoria dei grilliminkia No-E (no equitalia, no euro) sogna lo smantellamento dell’attuale sistema economico, non preoccupandosi però, di offrire un progetto sostitutivo fattibile. L’ultima sottocategoria individuata, probabilmente la più numerosa, è quella del grillominkia mangia-partiti: tale soggetto non si accontenta di eliminare i privilegi del sistema partitico, egli è un vero e proprio iconoclasta della forma partito, e infatti non manca mai di ricordare che il M5S è un movimento e non un partito. È una categoria verbalmente aggressiva (seconda solo al grillominkia cripto-fascista), ma è anche quella che maggiormente accusa il colpo quando gli vengono fatte notare le contraddizioni del movimento, quali la mancanza di democrazia interna. Al culmine della rabbia il grillominkia mangia-partiti produce un verso che generalmente segna la fine della diatriba (almeno sul piano della dialettica razionale): “Troll!”.

Di fronte all’evidente monarchizzazione del Movimento, le categorie viste finora superano la dissonanza cognitiva con un trasfert sui mass-media; se Beppe Grillo viene fuori con uno dei suoi proclami da ventennio nero, il grillominkia accusa la stampa e i telegiornali di aver decontesualizzato e manipolato la dichiarazione, anche prima che la stessa venga effettivamente ripresa dai soggetti in questione. Ma vi sono almeno due categorie che promuovono l’autocrazia di Grillo:

Grillominkia cripto-fascista: categoria aggressiva e violenta anche con altri grilliminchia, è dedita all’attività minatoria attraverso commento anonimo, specie se si tocca l’argomento cittadinanza. Attacca gli esponenti politici avversari con appellativi omofobi, razzisti e volgari. Ambisce alla rivolta armata. Cita sempre la guerra civile del momento prefigurando una situazione simile per l’Italia nell’immediato futuro.

Grillominchia mistico: come in tutte le dittature vi è un manipolo, più o meno folto, che sviluppa un’adorazione religiosa nei confronti del leader. I reperti associabili a questa categoria sono quasi completamente contenuti nei commenti al blog, alquanto ripetitivi a dire la verità, come del resto tutte le preghiere: “W Beppe”, “Forza Beppe”, “Grillo sei tutti noi” e via dicendo. Si noti che questi reperti, comprese versioni più articolate, sono sempre avulsi dall’argomento trattato nel post. Per scuotere un grillominkia mistico dalla sua catarsi è necessaria la blasfemia; non argomentazioni inoppugnabili ma solo l’attacco diretto a Beppe Grillo riescono a strapparlo dalla contemplazione, allora il grillominchia mistico può uscire dal tempio del blog e ammonire gli infedeli con frasi del tipo “dovreste solo dire grazie a Grillo”, “Vergogna!” e il celeberrimo “Sveglia” seguito da un numero imprecisato di punti esclamativi.

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2 pensieri su “Appunti preliminari per un’antropologia del grillominkismo

  1. e si potrebbe continuare a lungo.
    Uno degli ultimi episodi che mi ha fatto…boh…non so nemmeno io se ridere o piangere, è quanto è successo in friuli. Riporto da il fattoquotidiano:
    ” “Il suo programma di governo appare una meraviglia – ha detto in aula la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elena Bianchi, rivolgendosi alla presidente Serracchiani –. Sembra copiato dal nostro per un abbondante 90%. Sembra evidente che ci sia concordanza di idee su quali siano i problemi e sul desiderio di dar loro una soluzione”.

    Hanno votato a favore? No, e perchè?
    ” “Non possiamo prendere il pacchetto a scatola chiusa – ha spiegato la capogruppo dei Cinque stelle –. Non bisogna mai dimenticare che i nostri elettori ci hanno chiesto di non allearci con gli altri partiti”. In sostanza, la coerenza prima di tutto.”

  2. Mi e’ piaciuto cosi’ tanto che l’ho copiato, papale papale, anche da me.

    Forse avrei dovuto prima chiederti l’autorizzazione, ma anche se mi dicevi di no l’avrei pubblicato lo stesso.

    Hasta
    Zac

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