Puntata Speciale de “Il Picco”

Puntata speciale del podcast “Il Picco”. La puntata suonerà meno professionale delle altre, per via della mia voce citofonica e del fatto che è stata realizzata quasi interamente con l’ausilio di un telefono. Apparentemente sembrerebbe non c’entrare nulla con il tema del podcast, ma se avrete la pazienza di ascoltare fino alla fine vi garantisco che vi tornerà tutto. Potete ascoltarla in questa pagina o sulle principali piattaforme audio, qui l’elenco completo.

Ringrazio Giampiero Kesten per aver concesso l’utilizzo di un estratto del suo bellissimo podcast “Cose molto umane” (https://www.spreaker.com/show/cose-molto-umane), e i miei amici Bernardo, Sandro e Ivano.

Che fine ha fatto quel bastardo di OMISSIS?

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Avv. Botta, legale della famiglia OMISSIS: Rappresento la famiglia OMISSIS, la quale mi ha incaricato di informarvi che è costretta a declinare la vostra intervista. I miei assistiti vivono da oltre un anno l’incubo della scomparsa del loro congiunto, non intendono commentare episodi e circostanze, veri o presunti, sulla vita di OMISSIS. Tutte le loro energie al momento sono indirizzate nella ricerca del loro caro, e nella speranza di poterlo riabbracciare.

Oscar, cugino: Sono state dette un sacco di idiozie su OMISSIS. Ho deciso di contattarvi perché voglio ristabilire la verità. OMISSIS non è il sociopatico che è stato descritto finora.

Monica, ex-fidanzata: OMISSIS è stato il più grande errore della mia vita. Se potessi tornare indietro nel tempo, a quando ci siamo conosciuti, lo prenderei a calci nelle palle, ma non tanto per dire, proprio gliele vorrei maciullare, roba che tipo poi lo devono operare per asportargli la poltiglia di palle che gli è rimasta dentro.

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Il picco – (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

31 Marzo 2020: il presidente dell’istituto superiore di sanità dichiara che è stato probabilmente raggiunto il picco dei contagi. Intanto nessuna partita di calcio ufficiale viene disputata nel mondo.”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli.

Episodio 10 : “Il picco”

Ore 17:45. Una stradina della Capitale. Non passa nessuno, tranne un sessantenne con un barboncino bianco al guinzaglio. L’uomo si guarda intorno circospetto, poi si ferma all’altezza di una saracinesca. Bussa: una volta, due volte e per finire tre colpi in rapida successione. Una domanda proviene dall’altra parte della superficie metallica: «Ci stanno le guardie?»

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Il lato oscuro (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

Letto e interpretato da Giorgio Consoli.

“26 Marzo 2020: il ministero dell’interno rivela che durante il lockdown i reati comuni sono crollati del 75%”

Episodio 9 : “Il lato oscuro”

«Perché nun se famo un supermercato de notte?»

Amedeo Caccia parla di lavoro con suo figlio Giovanni, e il loro lavoro, da almeno tre generazioni, è rubare negli appartamenti. Con il lockdown, e la conseguente costante presenza degli italiani in casa, l’azienda di famiglia è entrata in crisi.

«Ah papà ma che cazzo sta a ddi’? Ma tu c’hai presente i sistemi de videosorveglianza e l’allarmi che ce stanno mo? Mica stamo ai tempi tua…»

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Musica Maestro! (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

“12 Marzo 2020: riscuote un immediato successo l’iniziativa per cui alle 18 di ogni giorno gli italiani in isolamento si ritrovano per suonare e cantare dai balconi”

Episodio 8 : “Musica Maestro!”

L’ispettore capo in pensione Neri si reca nella stanza che ha tappezzato di riconoscimenti e foto di quando faceva parte della banda della Polizia di Stato. Apre la valigetta che lo ha accompagnato per quasi tutta la sua vita e monta il suo amato clarinetto: becco, barilotto, corpo superiore, corpo inferiore, campana.

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Animali in gabbia (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

“11 Marzo 2020: il Governo impone ulteriori limitazioni per prevenire la diffusione del virus: chiudono definitivamente bar e negozi ”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Episodio 7 : “Animali in gabbia”

Un cilindro bianco con gli spigoli smussati si illumina di una luce aliena, è un assistente virtuale, e come ogni mattina suona la sveglia per Lui e Lei. Una coppia benestante, istruita e professionalmente realizzata. Ma questa non è una mattina come le altre, questo è il primo giorno in cui Lui e Lei sono tenuti a rimanere tutto il giorno in casa. Smartworking e Lockdown sono le parole d’ordine.

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Libertà di circolazione (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

“9 marzo 2020: il Governo vara misure restrittive per tutto il territorio nazionale. Nelle carceri scoppiano tumulti per la limitazione dei colloqui”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Episodio 6 : “Libertà di circolazione”

«Ma se uno deve portare il cane a pisciare?»

Gli agenti di pubblica sicurezza Venturi e Barra effettuano il turno di pattugliamento notturno e discutono del decreto appena annunciato dal Governo, il decreto “io resto a casa”.

«Che intendi?» chiede Venturi.

«Se uno deve portare fuori il cane, come fa? Il decreto parla di casi di necessità… necessità è andare a lavorare, andare a fare la spesa, andare in ospedale, mica portare a pisciare il cane». Spiega Barra mentre guida.

«Come no, per il cane è una necessità e come, è proprio la necessità per eccellenza».

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Un ragazzo fortunato (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

“7 marzo 2020: un’anticipazione su un decreto che estende la zona rossa a tutta la Lombardia, scatena una fuga da Milano verso le città italiane non coinvolte dal provvedimento”

Episodio 5 : “Un ragazzo fortunato”

Un pacchetto rosa e un biglietto a forma di cuore. Fabio ripone delicatamente nella valigia il regalo per la sua ragazza, ci va poco altro; ha prenotato un volo low cost, uno di quelli che concedono un bagaglio a mano poco più grande di un beauty case. Ma poco importa, quello che conta è essere l’otto marzo a Roma, non per la festa delle donne, ma per la festa di una donna in particolare: Diana. Diana vive a Roma, la stessa città in cui Fabio è cresciuto, anche se per lavoro si trova da qualche anno a Milano.

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Una grande opportunità (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

“6 marzo 2020: tra i contagiati cominciano ad essere annoverati personaggi noti e rappresentanti delle istituzioni”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Episodio 4 : “Una grande opportunità”

L’onorevole Walter Corbucci si prepara per la prima volta un tè da solo, nella cucina della sua splendida casa. Indossa giacca e cravatta, ma dalla cintola in giù veste i pantaloni di un pigiama e un paio di ciabatte. Sta parlando al telefono con la sua compagna, le chiede quanto deve far bollire l’acqua. «Devi farti un tè, mica un brodino» ride lei. Poi torna seria e gli chiede come sta.

«Sto bene sto bene, non preoccuparti…»

Un suono elettronico viene da un’altra stanza.

«Ho la conference call, ti devo lasciare».

Walter versa l’acqua bollente nella tazza e la porta con sé davanti al Pc nella stanza adibita a studio.

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Tutti virologi (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

“29 febbraio 2020: il numero dei contagi aumenta esponenzialmente e l’epidemia diventa l’argomento di gran lunga più dibattuto dagli italiani”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Episodio 3 : “Tutti virologi”

La stanza è illuminata solo dalla fioca luce blu del monitor. Il blu di un noto social network. Un sito bloccato sui computer di molti uffici, perché considerato il nemico numero uno della produttività. Ma Luca su quel sito non cerca svago, non vuole perdere tempo, non ha voglia di cazzeggiare. Dio solo sa quanto sia lontana da lui la voglia di cazzeggiare in questo momento. Luca è su quel sito per chiedere un parere, cioè: questo è quello che ha scritto, ma la verità è che ha un disperato bisogno di conforto.

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I Guanti (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

“25 febbraio 2020: dopo la scoperta di un focolaio in Lombardia, l’Italia si scopre il Paese europeo con più contagiati da Sars-CoV 2”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

dirty kitchen | Emily Harrison

Episodio 2 : “I GUANTI”

«Italiano!»

Lo chiama così, non per nome, per nazionalità. Vincenzo quel cliente lo conosce bene, è uno che lavora nel settore finanziario, o qualcosa del genere, comunque è un cliente fisso, e mai si era rivolto così a lui o a qualsiasi altro cameriere.

Vincenzo si avvicina e prende gentilmente l’ordinazione, ma il cliente ha una richiesta specifica: tira fuori un kit con dei guanti di lattice e una mascherina chirurgica.

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Autoisolamento (Una commedia brutta e inopportuna)

«La mia paura è che quando questa tragedia sarà finita ci dimenticheremo di quanto siamo tutti ridicoli e grotteschi»

(Lo_Sterminatore89 nella pagina “Io amo la mia mamma” )

21 Febbraio 2020: dopo i primi casi accertati di contagio sul territorio italiano, scattano misure atte a prevenire la diffusione del virus Sars-CoV 2

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Episodio 1 : “AUTOISOLAMENTO”

Qualcuno potrebbe pensare che a furia di prendere botte uno si abitui, invece no. Almeno Vittorio no. È a terra; ad ogni calcio ricevuto il dolore non si somma a quello del colpo precedente, si moltiplica. Si moltiplica come i soldi che deve al capo di quei due animali che lo stanno picchiando. Ancora due giorni e poi finisce sottoterra gli dicono.

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Una proposta molesta / 5

Non ho seguito Sanremo per una serie di ragioni che vi risparmio. Ma un motivo lo voglio confessare: mi annoia mortalmente vedere un tipo/a che canta. Gli sguardi tanto falsi quanto stucchevoli nei duetti. Gli ammiccamenti in camera. Gli accenni di coreografie e l’ostentazione degli abiti. E non sopporto neppure quelli che stanno fermi ad aprire e chiudere la bocca come dal dentista. Insomma mi annoia vedere uno che canta, ve lo avevo detto. Se solo facessero qualcos’altro oltre a cantare…
E qui vi piazzo la mia solita ideona geniale: un cantante prestigiatore!
Anzi, ho di meglio: i cantanti wrestler, che cantano mentre si menano, metafora dei dissidi e dissapori propri delle relazioni amorose più autentiche.
Troppo di rottura? Volete una roba più televisiva? Più ortodossa? Non c’è problema: il cantante Chef. Un artista che cucina un cuore di vitello in padella mentre canta di una tipa che ha fatto altrettanto con il suo di cuore. Niente male eh… unisce l’innovazione dell’esibizione con la tradizione, e con tradizione intendo l’argomento del brano, l’uso d’ordinanza della parola “cuore”, ma anche la nobile tradizione culinaria del quinto quarto.
A discografici e direttori artistici di festival canori: di idee come queste ne ho a bizzeffe, vi riempio casa. Se interessati telefonate ore pasti, no perditempo, che a perdere tempo basto già io.

Una proposta molesta / 4

Ogni volta che viene fuori una classifica europea mi vergogno come un ladro, perché so già che il mio Paese, l’Italia, sarà il peggiore. Il peggiore per lotta all’evasione, per crescita economica, per iscrizioni universitarie, per alfabetizzazione digitale… eppure c’è una cosa che potremmo fare, semplicissima, a costo zero, per evitare questa continua umiliazione: uscire dall’Europa ed entrare nell’Africa.
Pensate ai vantaggi: diventeremmo l’estremo nord del continente, saremmo visti come i norvegesi del maghreb, e non so voi ma io dentro al mio cuore mi sono sempre sentito un po’ biondo e con gli occhi azzurri.
Risolveremmo il problema dell’immigrazione: innanzitutto i migranti non sarebbero più extracomunitari, o meglio nessuno li definirebbe più così perché saremmo extracomunitari pure noi. Essendo un Paese africano saremmo visti come un Paese di transito e non la destinazione, che poi è quello che siamo anche oggi, ma almeno così il concetto sarebbe più chiaro a quelli che finora non lo hanno capito o che non vogliono capirlo. Ma soprattutto nessuno griderebbe all’invasione, alla sostituzione etnica, salvo forse quando i tedeschi verrebbero in vacanza sulle nostre coste.
Potremmo tirare i pacchi ai magnati cinesi: sapete che la Cina sta acquistando tutte le miniere di minerali rari in Africa, potremmo dire “uè cine’, guarda che siamo Africa pure noi eh, comprati sto sercio, sto san pietrino raro…”.
I nostalgici della lira farebbero l’upgrade diventando finalmente nostalgici dell’euro, i sovranisti andrebbero in cortocircuito e comincerebbero a sbattere contro gli ostacoli come aspirapolveri robot.
Infine potremmo finalmente svettare nelle classifiche continentali dei principali indici di sviluppo, eccetto uno: rimarremmo comunque il Paese col più alto numero di italiani al mondo. Quindi, prima di annetterci all’Africa, ognuno di noi dovrebbe prendere la cittadinanza di un Paese figo… anzi no, mi è venuta un’idea geniale, lo scherzo del secolo: accontentiamo i leghisti della prima ora, quelli che fanno finta di essere diventati nazionalisti ma lo sappiamo tutti che sognano ancora la secessione, gli facciamo fare sta cavolo di Padania, prendiamo la cittadinanza padana e dopo diventiamo tutti africani!

il mattone nel parcheggio dell’autogrill

E con quello di Renzi salgono a 3 i partiti che riportano il toponimo “Italia” nel nome.

Un tempo il nome di un partito ricordava l’ideologia di riferimento (liberale, socialista, comunista, repubblicano, monarchico, cristiano…), va be’, dici le ideologie sono morte, ma neanche la fantasia si sente tanto bene però. Eh sì che in politica ci sono molti più esperti di comunicazione rispetto a un tempo, si fanno ricerche, analisi, focus group, quindi ne deduco che i miei connazionali proprio desiderano che gli venga ricordato in che Stato abitano, hai visto mai si confondano con il Canada, La Norvegia, la Nuova Zelanda… ed effettivamente da quando Di Maio ha abolito la povertà il dubbio viene; confondere Tor Bella Monaca con Zurigo è un attimo eh.

Tutti a dirci che il genio italico è svanito, sfumato, dissolto nel vento, il Made in Italy depredato, svenduto, mortificato; eppure abbiamo sotto gli occhi una delle più brillanti trovate imprenditoriali degli ultimi decenni: l’Italia, cioè l’Italia proprio come brand. Il nome di un paese che non vale niente, sommerso dai debiti e dalla monnezza, avvelenato nel corpo e nell’anima, eppure… eppure c’è mezza nazione che pensa che dei disperati di un altro continente mollino gli affetti, affrontino un viaggio disperato, spesso mortale, per cosa? Per venire in Italia… ma quelli non sanno nemmeno dov’è l’italia, che forma ha, se è su un’isola o su una montagna, avranno sentito il nome, quello sì, perché… perché il cibo, mizzica, la storia, li mortacci, l’arte, maremma maiala, la moda, cazzofiga.

Per crederci meglio ce lo siamo raccontati tra di noi, ci siamo venduti a vicenda il mattone nel parcheggio dell’autogrill. Ci abbiamo perfino chiamato tre partiti politici.

Alessandro Manzoni avrà anche regalato la lingua all’Italia, ma è Piero che gli ha insegnato a vendersi, e a campare.