Le fiale – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“15 MARZO 2021: IN ATTESA DI VERIFICHE DA PARTE DELL’AGENZIA EMA SU ALCUNE MORTI SOSPETTE, L’ITALIA SOSPENDE LE VACCINAZIONI CON IL FARMACO PRODOTTO DA ASTRAZENECA”

La fiala

Marco guida verso casa di suo cognato; per strada non c’è nessuno a causa della “zona rossa”, così può spingere la sua vecchia Fiesta a tavoletta, e senza accorgersene ondeggia avanti e indietro sul sedile, come a spingere fisicamente quella carretta, il cui contachilometri è ormai fermo da anni per sfinimento e disperazione. Marco è un trentenne romano dalla corporatura minuta e per questo è chiamato da tutti Marchino, e la cosa gli dà terribilmente fastidio; non tanto perché quel nomignolo gli ricorderebbe la sua non prorompente fisicità, ma perché nessuno si è sforzato di trovargli un soprannome ironico, in una città che dell’ironia e del sarcasmo ha fatto una sua seconda lingua. Prendi suo cognato ad esempio, il marito di sua sorella Cinzia, si chiama Alessio, ma tutti lo chiamano l’Abate, e non perché sia un fervente sostenitore dei precetti cristiani, al contrario è conosciuto come uno dei più pericolosi figli di puttana dell’Alessandrino. Ufficialmente l’Abate gestirebbe una pompa di benzina, ma la sua vera occupazione sono gli impicci, che nella capitale sono una precisa categoria del terziario: commercio, trasporti, servizi e appunto impicci. Nello specifico si occupa di ricettazione, ma anche truffe e strozzinaggio, e non disdegna talvolta rompere le ossa a qualcuno dietro compenso. Insomma, un uomo timorato di Dio.

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Una proposta molesta / 5

Quando accade un fatto di cronaca che ha per protagonista un tizio appartenente a una categoria, quella categoria si appresta subito a prendere le distanze. Ad esempio: uno studente finlandese in Italia ammazza una persona o peggio, mette l’ananas sulla pizza? Helsinki precisa che il popolo finlandese ama e rispetta profondamente i cugini europei che abitano lo stivale. Un odontoiatra legge alle proprie clienti l’ultimo libro di Bruno Vespa dopo averle stordite col protossido d’azoto? L’associazione nazionale dentisti fa sapere che si tratta di un caso isolato. Un vicentino ammette di aver mangiato una volta un gatto al forno con le patate? Il sindaco a nome di tutta Vicenza si dichiara disgustato, perché la ricetta tradizionale prevede le cipolle.

È comprensibile direte voi. Eppure c’è una categoria che fa eccezione: i cocainomani. Ci sarà pure una persona con quel vizietto che è una brava persona. E invece ho conosciuto personalmente consumatori che alla notizia di un crimine efferato hanno commentato : “Ah va bè’, ma quello era un cocainomane!”

Non è stato sempre così: un tempo i cocainomani erano persone rispettabili; pensate a Sherlock Holmes tra i personaggi di carta, o a Freud per quelle in carne ed es. Cosa è successo dopo? Come siamo arrivati alla situazione attuale, alla denigrazione universale? Per me la colpa è del sindacato. Nel senso che i cocainomani non ne hanno mai avuto uno. Eppure uno sciopero indetto da quel sindacato paralizzerebbe davvero tutto il cosiddetto primo mondo, altro che corona virus. Ad ogni modo, in attesa che la Cgil si dia una mossa, quando sento emergere in me il pregiudizio nei confronti dei cocainomani, cerco di ricordarmi che non ho mai fatto un’adozione a distanza, non ho mai sostenuto economicamente il WWF, non ho mai regalato un albero, e invece quella è gente che da anni versa tutto il proprio stipendio agli sfortunati agricoltori andini.

“Natale 2020” – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

 

“3 dicembre 2020: nonostante la curva dei contagi della seconda ondata sia in fase discendente, il governo vara un serie di provvedimenti restrittivi per impedire che nelle festività natalizie ci sia una nuova impennata dei casi. Tra le misure vi è anche il divieto di muoversi tra regioni differenti in prossimità delle feste”

4/12/2020
Chat di famiglia.

Christian: salve ragazzi, avete letto le disposizioni per Natale?

Veronica: Sì, possiamo andare da mamma, l’importante è partire prima del 20! Ho temuto che alla fine non ci facessero muovere del tutto. Per fortuna va… e hanno pure reso la Puglia da arancione a gialla!

Christian: Sì, ma come facciamo?

Veronica: In che senso?

Christian: Ho chiamato l’agenzia che ci trovava i B&B gli altri anni, ma dice che gli appartamenti sono tutti prenotati. Non c’è posto per tutti a casa di mamma. Noi ora siamo quattro, senza contare tutti gli armamentari del bambino e quel fesso del cane. Voi siete tre, e immagino che Davide non dorma più con voi nel lettone, non possiamo stare tutti lì.

Veronica: Cavolo. Alberghi?

Christian: Seeee… tra quelli che sono rimasti aperti il più vicino è a Bari. Senti, ma casa di zia Immacolata e zio Salvatore?

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“Seconda ondata” – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

Puntata speciale del podcast “Il Picco”. La puntata suonerà meno professionale delle altre, per via della mia voce citofonica e del fatto che è stata realizzata quasi interamente con l’ausilio di un telefono. Apparentemente sembrerebbe non c’entrare nulla con il tema del podcast, ma se avrete la pazienza di ascoltare fino alla fine vi garantisco che vi tornerà tutto. Potete ascoltarla in questa pagina o sulle principali piattaforme audio, qui l’elenco completo.

Ringrazio Giampiero Kesten per aver concesso l’utilizzo di un estratto del suo bellissimo podcast “Cose molto umane” (https://www.spreaker.com/show/cose-molto-umane), e i miei amici Bernardo, Sandro e Ivano.

TUTTI GLI EPISODI

Il picco – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

31 Marzo 2020: il presidente dell’istituto superiore di sanità dichiara che è stato probabilmente raggiunto il picco dei contagi. Intanto nessuna partita di calcio ufficiale viene disputata nel mondo.”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli.

Il picco

Ore 17:45. Una stradina della Capitale. Non passa nessuno, tranne un sessantenne con un barboncino bianco al guinzaglio. L’uomo si guarda intorno circospetto, poi si ferma all’altezza di una saracinesca. Bussa: una volta, due volte e per finire tre colpi in rapida successione. Una domanda proviene dall’altra parte della superficie metallica: «Ci stanno le guardie?»

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Il lato oscuro – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

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Letto e interpretato da Giorgio Consoli.

“26 Marzo 2020: il ministero dell’interno rivela che durante il lockdown i reati comuni sono crollati del 75%”

Il lato oscuro

«Perché nun se famo un supermercato de notte?»

Amedeo Caccia parla di lavoro con suo figlio Giovanni, e il loro lavoro, da almeno tre generazioni, è rubare negli appartamenti. Con il lockdown, e la conseguente costante presenza degli italiani in casa, l’azienda di famiglia è entrata in crisi.

«Ah papà ma che cazzo sta a ddi’? Ma tu c’hai presente i sistemi de videosorveglianza e l’allarmi che ce stanno mo? Mica stamo ai tempi tua…»

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Musica Maestro! – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

“12 Marzo 2020: riscuote un immediato successo l’iniziativa per cui alle 18 di ogni giorno gli italiani in isolamento si ritrovano per suonare e cantare dai balconi”

Musica Maestro!

L’ispettore capo in pensione Neri si reca nella stanza che ha tappezzato di riconoscimenti e foto di quando faceva parte della banda della Polizia di Stato. Apre la valigetta che lo ha accompagnato per quasi tutta la sua vita e monta il suo amato clarinetto: becco, barilotto, corpo superiore, corpo inferiore, campana.

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Animali in gabbia – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“11 Marzo 2020: il Governo impone ulteriori limitazioni per prevenire la diffusione del virus: chiudono definitivamente bar e negozi ”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Animali in gabbia

Un cilindro bianco con gli spigoli smussati si illumina di una luce aliena, è un assistente virtuale, e come ogni mattina suona la sveglia per Lui e Lei. Una coppia benestante, istruita e professionalmente realizzata. Ma questa non è una mattina come le altre, questo è il primo giorno in cui Lui e Lei sono tenuti a rimanere tutto il giorno in casa. Smartworking e Lockdown sono le parole d’ordine.

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Libertà di circolazione – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“9 marzo 2020: il Governo vara misure restrittive per tutto il territorio nazionale. Nelle carceri scoppiano tumulti per la limitazione dei colloqui”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Libertà di circolazione

«Ma se uno deve portare il cane a pisciare?»

Gli agenti di pubblica sicurezza Venturi e Barra effettuano il turno di pattugliamento notturno e discutono del decreto appena annunciato dal Governo, il decreto “io resto a casa”.

«Che intendi?» chiede Venturi.

«Se uno deve portare fuori il cane, come fa? Il decreto parla di casi di necessità… necessità è andare a lavorare, andare a fare la spesa, andare in ospedale, mica portare a pisciare il cane». Spiega Barra mentre guida.

«Come no, per il cane è una necessità e come, è proprio la necessità per eccellenza».

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Un ragazzo fortunato – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“7 marzo 2020: un’anticipazione su un decreto che estende la zona rossa a tutta la Lombardia, scatena una fuga da Milano verso le città italiane non coinvolte dal provvedimento”

Un ragazzo fortunato

Un pacchetto rosa e un biglietto a forma di cuore. Fabio ripone delicatamente nella valigia il regalo per la sua ragazza, ci va poco altro; ha prenotato un volo low cost, uno di quelli che concedono un bagaglio a mano poco più grande di un beauty case. Ma poco importa, quello che conta è essere l’otto marzo a Roma, non per la festa delle donne, ma per la festa di una donna in particolare: Diana. Diana vive a Roma, la stessa città in cui Fabio è cresciuto, anche se per lavoro si trova da qualche anno a Milano.

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Una grande opportunità – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“6 marzo 2020: tra i contagiati cominciano ad essere annoverati personaggi noti e rappresentanti delle istituzioni”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Una grande opportunità

L’onorevole Walter Corbucci si prepara per la prima volta un tè da solo, nella cucina della sua splendida casa. Indossa giacca e cravatta, ma dalla cintola in giù veste i pantaloni di un pigiama e un paio di ciabatte. Sta parlando al telefono con la sua compagna, le chiede quanto deve far bollire l’acqua. «Devi farti un tè, mica un brodino» ride lei. Poi torna seria e gli chiede come sta.

«Sto bene sto bene, non preoccuparti…»

Un suono elettronico viene da un’altra stanza.

«Ho la conference call, ti devo lasciare».

Walter versa l’acqua bollente nella tazza e la porta con sé davanti al Pc nella stanza adibita a studio.

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Tutti virologi – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

“29 febbraio 2020: il numero dei contagi aumenta esponenzialmente e l’epidemia diventa l’argomento di gran lunga più dibattuto dagli italiani”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Tutti virologi

La stanza è illuminata solo dalla fioca luce blu del monitor. Il blu di un noto social network. Un sito bloccato sui computer di molti uffici, perché considerato il nemico numero uno della produttività. Ma Luca su quel sito non cerca svago, non vuole perdere tempo, non ha voglia di cazzeggiare. Dio solo sa quanto sia lontana da lui la voglia di cazzeggiare in questo momento. Luca è su quel sito per chiedere un parere, cioè: questo è quello che ha scritto, ma la verità è che ha un disperato bisogno di conforto.

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I Guanti – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

 

“25 febbraio 2020: dopo la scoperta di un focolaio in Lombardia, l’Italia si scopre il Paese europeo con più contagiati da Sars-CoV 2”

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

dirty kitchen | Emily Harrison

I guanti

«Italiano!»

Lo chiama così, non per nome, per nazionalità. Vincenzo quel cliente lo conosce bene, è uno che lavora nel settore finanziario, o qualcosa del genere, comunque è un cliente fisso, e mai si era rivolto così a lui o a qualsiasi altro cameriere.

Vincenzo si avvicina e prende gentilmente l’ordinazione, ma il cliente ha una richiesta specifica: tira fuori un kit con dei guanti di lattice e una mascherina chirurgica.

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Autoisolamento – Il Picco (una commedia brutta e inopportuna)

 

21 Febbraio 2020: dopo i primi casi accertati di contagio sul territorio italiano, scattano misure atte a prevenire la diffusione del virus Sars-CoV 2

Letto e interpretato da Giorgio Consoli

Autoisolamento

Qualcuno potrebbe pensare che a furia di prendere botte uno si abitui, invece no. Almeno Vittorio no. È a terra; ad ogni calcio ricevuto il dolore non si somma a quello del colpo precedente, si moltiplica. Si moltiplica come i soldi che deve al capo di quei due animali che lo stanno picchiando. Ancora due giorni e poi finisce sottoterra gli dicono.

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Una proposta molesta / 4

Ogni volta che viene fuori una classifica europea mi vergogno come un ladro, perché so già che il mio Paese, l’Italia, sarà il peggiore. Il peggiore per lotta all’evasione, per crescita economica, per iscrizioni universitarie, per alfabetizzazione digitale… eppure c’è una cosa che potremmo fare, semplicissima, a costo zero, per evitare questa continua umiliazione: uscire dall’Europa ed entrare nell’Africa.
Pensate ai vantaggi: diventeremmo l’estremo nord del continente, saremmo visti come i norvegesi del maghreb, e non so voi ma io dentro al mio cuore mi sono sempre sentito un po’ biondo e con gli occhi azzurri.
Risolveremmo il problema dell’immigrazione: innanzitutto i migranti non sarebbero più extracomunitari, o meglio nessuno li definirebbe più così perché saremmo extracomunitari pure noi. Essendo un Paese africano saremmo visti come un Paese di transito e non la destinazione, che poi è quello che siamo anche oggi, ma almeno così il concetto sarebbe più chiaro a quelli che finora non lo hanno capito o che non vogliono capirlo. Ma soprattutto nessuno griderebbe all’invasione, alla sostituzione etnica, salvo forse quando i tedeschi verrebbero in vacanza sulle nostre coste.
Potremmo tirare i pacchi ai magnati cinesi: sapete che la Cina sta acquistando tutte le miniere di minerali rari in Africa, potremmo dire “uè cine’, guarda che siamo Africa pure noi eh, comprati sto sercio, sto san pietrino raro…”.
I nostalgici della lira farebbero l’upgrade diventando finalmente nostalgici dell’euro, i sovranisti andrebbero in cortocircuito e comincerebbero a sbattere contro gli ostacoli come aspirapolveri robot.
Infine potremmo finalmente svettare nelle classifiche continentali dei principali indici di sviluppo, eccetto uno: rimarremmo comunque il Paese col più alto numero di italiani al mondo. Quindi, prima di annetterci all’Africa, ognuno di noi dovrebbe prendere la cittadinanza di un Paese figo… anzi no, mi è venuta un’idea geniale, lo scherzo del secolo: accontentiamo i leghisti della prima ora, quelli che fanno finta di essere diventati nazionalisti ma lo sappiamo tutti che sognano ancora la secessione, gli facciamo fare sta cavolo di Padania, prendiamo la cittadinanza padana e dopo diventiamo tutti africani!