Una proposta molesta / 5

Non ho seguito Sanremo per una serie di ragioni che vi risparmio. Ma un motivo lo voglio confessare: mi annoia mortalmente vedere un tipo/a che canta. Gli sguardi tanto falsi quanto stucchevoli nei duetti. Gli ammiccamenti in camera. Gli accenni di coreografie e l’ostentazione degli abiti. E non sopporto neppure quelli che stanno fermi ad aprire e chiudere la bocca come dal dentista. Insomma mi annoia vedere uno che canta, ve lo avevo detto. Se solo facessero qualcos’altro oltre a cantare…
E qui vi piazzo la mia solita ideona geniale: un cantante prestigiatore!
Anzi, ho di meglio: i cantanti wrestler, che cantano mentre si menano, metafora dei dissidi e dissapori propri delle relazioni amorose più autentiche.
Troppo di rottura? Volete una roba più televisiva? Più ortodossa? Non c’è problema: il cantante Chef. Un artista che cucina un cuore di vitello in padella mentre canta di una tipa che ha fatto altrettanto con il suo di cuore. Niente male eh… unisce l’innovazione dell’esibizione con la tradizione, e con tradizione intendo l’argomento del brano, l’uso d’ordinanza della parola “cuore”, ma anche la nobile tradizione culinaria del quinto quarto.
A discografici e direttori artistici di festival canori: di idee come queste ne ho a bizzeffe, vi riempio casa. Se interessati telefonate ore pasti, no perditempo, che a perdere tempo basto già io.

Una proposta molesta / 4

Ogni volta che viene fuori una classifica europea mi vergogno come un ladro, perché so già che il mio Paese, l’Italia, sarà il peggiore. Il peggiore per lotta all’evasione, per crescita economica, per iscrizioni universitarie, per alfabetizzazione digitale… eppure c’è una cosa che potremmo fare, semplicissima, a costo zero, per evitare questa continua umiliazione: uscire dall’Europa ed entrare nell’Africa.
Pensate ai vantaggi: diventeremmo l’estremo nord del continente, saremmo visti come i norvegesi del maghreb, e non so voi ma io dentro al mio cuore mi sono sempre sentito un po’ biondo e con gli occhi azzurri.
Risolveremmo il problema dell’immigrazione: innanzitutto i migranti non sarebbero più extracomunitari, o meglio nessuno li definirebbe più così perché saremmo extracomunitari pure noi. Essendo un Paese africano saremmo visti come un Paese di transito e non la destinazione, che poi è quello che siamo anche oggi, ma almeno così il concetto sarebbe più chiaro a quelli che finora non lo hanno capito o che non vogliono capirlo. Ma soprattutto nessuno griderebbe all’invasione, alla sostituzione etnica, salvo forse quando i tedeschi verrebbero in vacanza sulle nostre coste.
Potremmo tirare i pacchi ai magnati cinesi: sapete che la Cina sta acquistando tutte le miniere di minerali rari in Africa, potremmo dire “uè cine’, guarda che siamo Africa pure noi eh, comprati sto sercio, sto san pietrino raro…”.
I nostalgici della lira farebbero l’upgrade diventando finalmente nostalgici dell’euro, i sovranisti andrebbero in cortocircuito e comincerebbero a sbattere contro gli ostacoli come aspirapolveri robot.
Infine potremmo finalmente svettare nelle classifiche continentali dei principali indici di sviluppo, eccetto uno: rimarremmo comunque il Paese col più alto numero di italiani al mondo. Quindi, prima di annetterci all’Africa, ognuno di noi dovrebbe prendere la cittadinanza di un Paese figo… anzi no, mi è venuta un’idea geniale, lo scherzo del secolo: accontentiamo i leghisti della prima ora, quelli che fanno finta di essere diventati nazionalisti ma lo sappiamo tutti che sognano ancora la secessione, gli facciamo fare sta cavolo di Padania, prendiamo la cittadinanza padana e dopo diventiamo tutti africani!

il mattone nel parcheggio dell’autogrill

E con quello di Renzi salgono a 3 i partiti che riportano il toponimo “Italia” nel nome.

Un tempo il nome di un partito ricordava l’ideologia di riferimento (liberale, socialista, comunista, repubblicano, monarchico, cristiano…), va be’, dici le ideologie sono morte, ma neanche la fantasia si sente tanto bene però. Eh sì che in politica ci sono molti più esperti di comunicazione rispetto a un tempo, si fanno ricerche, analisi, focus group, quindi ne deduco che i miei connazionali proprio desiderano che gli venga ricordato in che Stato abitano, hai visto mai si confondano con il Canada, La Norvegia, la Nuova Zelanda… ed effettivamente da quando Di Maio ha abolito la povertà il dubbio viene; confondere Tor Bella Monaca con Zurigo è un attimo eh.

Tutti a dirci che il genio italico è svanito, sfumato, dissolto nel vento, il Made in Italy depredato, svenduto, mortificato; eppure abbiamo sotto gli occhi una delle più brillanti trovate imprenditoriali degli ultimi decenni: l’Italia, cioè l’Italia proprio come brand. Il nome di un paese che non vale niente, sommerso dai debiti e dalla monnezza, avvelenato nel corpo e nell’anima, eppure… eppure c’è mezza nazione che pensa che dei disperati di un altro continente mollino gli affetti, affrontino un viaggio disperato, spesso mortale, per cosa? Per venire in Italia… ma quelli non sanno nemmeno dov’è l’italia, che forma ha, se è su un’isola o su una montagna, avranno sentito il nome, quello sì, perché… perché il cibo, mizzica, la storia, li mortacci, l’arte, maremma maiala, la moda, cazzofiga.

Per crederci meglio ce lo siamo raccontati tra di noi, ci siamo venduti a vicenda il mattone nel parcheggio dell’autogrill. Ci abbiamo perfino chiamato tre partiti politici.

Alessandro Manzoni avrà anche regalato la lingua all’Italia, ma è Piero che gli ha insegnato a vendersi, e a campare.

Una proposta molesta / 3

Sapevate che ci sono malattie che colpiscono maggiormente gli ex calciatori? La SLA, in particolare, ha un’incidenza 6 volte superiore rispetto al resto della popolazione. Non si sa ancora se dipenda dai ripetuti traumi muscolo-scheletrici, oppure dall’abuso di sostanze legali o paralegali. Quello che mi colpisce è che la Società accetti tutto questo ma ritenga accettabile gli spot che mi dicono, per una decina di volte durante la partita, di bere alcol responsabilmente.

Se non te ne frega niente della salute di 22 ragazzi, ma vuoi sensibilizzare la popolazione sui danni da abuso di alcol, allora promuovi il “Calcio Alcolico”.

Nel Calcio Alcolico potrebbero giocare solo atleti maggiorenni ma ubriachi. Prima della gara l’arbitro, oltre a controllare i tacchetti, sottoporrebbe ogni giocatore ad alcol test. Non ci sarebbero più squadre under 19, under 20, under 21, ma under 0.8, under 1.5, under 3.0, laddove il numero indica ovviamente il tasso alcolemico.

I Bar Sport diventerebbero i nuovi vivai, e si trasformerebbero da luoghi di rancore a luoghi di speranza.

Un universo di nuove tattiche imprevedibili e barcollanti si aprirebbe agli allenatori. Il manuale dei gesti tecnici si arricchirebbe del dribbling involontario, mentre la rovesciata in aria sarebbe sostituita da quella di stomaco.

Il tanto criticato VAR non servirebbe più, perché la partita sarebbe giocata già direttamente alla moviola.

Le risse ci sarebbero comunque, ma sarebbero molto, ma molto più divertenti; immaginate uomini avvezzi a rompere bottiglie di vetro per procurarsi un’arma, ma in mano avrebbero delle morbide borracce di plastica… come dei mercenari sanguinari che si fronteggiano in una battaglia dei cuscini.

Massaggiatori e personale medico sarebbero sostituiti da barman esperti. Il ghiaccio secco e il ghiaccio spray lascerebbero il posto al giacchio vero, purché immerso nel whisky o nella vodka. La sbornia triste sarebbe considerata infortunio. In caso di svenimento in area si darebbe rigore.

La panchina, con quelle poltroncine fighette che si usano da un po’ di anni, andrebbe eliminata, altrimenti le riserve ci si addormenterebbero, meglio gli sgabelli da pub, ma gli sgabelli senza bancone sono ridicoli… ecco: cambiamo il concetto di panchina con quello di bancone. La sostituzione si chiederebbe spillando una birra.

Non so se funzionerebbe, so però che sarebbe un mondo un po’ meno ipocrita, e che nessuno griderebbe allo scandalo se un terzino dell’Inter di 20 anni venisse fotografato con un mojito in mano in discoteca, ma al contrario ci si incazzerebbe se in mano avesse un cocktail analcolico, del resto come è giusto che sia, perché non c’è nulla di più immorale di un cocktail analcolico.

 

Una proposta molesta / 2

licheri

L’Italia, si sa, è uno dei Paesi col più alto deficit del mondo; ci dobbiamo abituare all’idea di nuovi sistemi di finanziamento della cosa pubblica.

Giustizia: se Forum è una delle trasmissioni più longeve della tv italiana, un motivo ci sarà, no? Propongo di far pagare il biglietto a chi va a vedere i processi, quelli veri. Tuttavia bisogna dare qualcosa a quel pubblico, bisogna dare un minimo di spettacolo, quindi avvocati e giudici sarebbero sostituiti da attori professionisti, i “testi” sarebbero scritti comunque da uomini e donne di legge, che tuttavia dovrebbero fare un tirocinio come sceneggiatori di fiction in Rai.

Scuola: nonostante i programmi di prevenzione e le sanzioni penali, nonostante le buone e le cattive, gli atti di bullismo ripresi col telefonino sono in continuo aumento, video che in pochi giorni fanno le views di una partita della Nazionale. Se proprio la cosa non si può debellare, proviamo a guadagnarci qualcosa: vendiamo spazi pubblicitari all’interno di quei video. Tappezziamo i muri delle aule con manifesti pubblicitari e loghi, come ai bordi dei campi di calcio, così quando un bullo fa un video a scuola, non può evitare di riprendere anche il marchio dell’inserzionista. Inoltre i cartelloni pagati dagli sponsor aiuterebbero a tenere in piedi la scuola, intendo proprio a livello edile.

Forze dell’ordine: davvero? E chi ha bisogno delle forze dell’ordine quando uno può tenere in casa un M16 con cui uccidere per sbaglio moglie, figlia, sé stesso e chiunque altro che non sia il ladro, che tra l’altro è il cugino, che essendo l’unico consanguineo rimasto in vita eredita tutto, senza rubare nulla.

Una proposta molesta / 1

La vecchiaia, le malattie, il decadimento fisico e mentale, sono le principali fonti di angoscia dell’essere umano. Qualcuno dirà che è la natura, nessuno può farci nulla, men che meno la politica. Io invece penso di no, seguitemi in questa idea: a partire dall’età di 70/75 anni dovrebbe essere legale farsi di eroina. Anzi, non semplicemente legale, cioè consentito, ma proprio fortemente consigliato.

Pensateci; cosa ci importerebbe di non essere più attraenti, di diventare ogni giorno più lenti, stanchi e demotivati, se per la maggior parte del tempo staremmo riversi per terra privi di sensi?

Sotto botta quanto sarebbero più divertenti il Bingo, i cantieri, la Messa e perfino le trasmissioni di Barbara D’Urso?

I costi della sanità crollerebbero: tutti gli under 70 condurrebbero vite salubri, equilibrate, irreprensibili, perché sarebbe insopportabile l’idea di morire prima della fatidica soglia. Senza parlare del calo di vendite di analgesici e antidolorifici, voglio dire: l’ibuprofene? Dai su…

Il mondo del lavoro italiano subirebbe uno svecchiamento senza precedenti, avremmo i notai e i manager più giovani d’Europa, perché, parafrasando il capolavoro di Welsh, chi ha bisogno di un lavoro, di una carriera e di un maxitelevisore del cazzo, quando ha l’eroina?

A Natale sarebbero i nipoti a dare i soldi ai nonni, ma solo previa frase di rito “Mi raccomando, con questi compratici la droga”. Ladri e truffatori si terrebbero alla larga dagli anziani, anzi sarebbero gli anziani a cercare loro, per cercare di rifilargli l’argenteria, quella del servizio buono, al quale misteriosamente mancano i cucchiaini.

Certo, ci sarebbero degli effetti collaterali: i nostri anziani, oggi spesso così soli, avrebbero improvvisamente la fila davanti alla porta, giovani tossici desiderosi di ascoltare i loro racconti, ma che in realtà sperano solo in uno schizzo gratis, ma in fondo che male c’è? È quella che gli economisti chiamano “win-win situation”, cioè una circostanza in cui ci guadagnano tutti. 

Concludendo; in Italia, lo sappiamo, il futuro di troppi giovani dipende dai risparmi dei genitori, quando i genitori non lavorano è la pensione dei nonni a garantire il sostentamento, per non parlare della situazione abitativa e immobiliare. Questo è stato possibile perché, da che mondo è mondo, maturità è sinonimo di responsabilità, ma che succede quando chi deve essere responsabile diventa irresponsabile, avendone, tra l’altro, tutto il diritto? Forse la rivoluzione? Non so, ma di sicuro un cambiamento radicale.

Quindi, amici, questa sera, prima di tornare a casa, passate per la stazione, o andate ai giardinetti, o in qualsiasi altro posto che fate finta di non conoscere, e portate in dono a quell’adorabile vecchietta che abita accanto a voi, una bustina.

Lei vi ringrazierà, il Paese ve ne sarà riconoscente, la Storia vi renderà onore.

C’era una volta…

C’era una volta un vecchio saggio che venne folgorato da un’idea: “se tagliassimo i costi della politica potremmo risanare il debito del nostro Paese, e vivere felici per sempre”, alcuni coraggiosi cavalieri e impavide dame, non corrotti dal malvagio re e dai professoroni di corte, strinsero un sacro patto col vecchio saggio e partirono alla conquista del Castello dei Castelli. Dopo mesi di battaglie senza esclusione di colpi, i coraggiosi cavalieri e le impavide dame riuscirono nel loro intento, e facendo un’alleanza con gli oscuri spiriti del Nord, sedettero sul trono e tagliarono i costi della politica (forse, boh, non so, ma facciamo finta di sì) e… e niente, il debito aumentò segnando un record senza precedenti, tanto che anche l’alleanza dei Regni richiese un ingente obolo a titolo di sanzione, e i sudditi vissero ancora più infelici e indebitati, perché questo è il destino che merita chi è tanto coglione da credere alle favole.

Spin-off: il vecchio saggio, che era in realtà un saltimbanco disoccupato, quando si accorse che il suo disegno stava prendendo vita, fischiettando si allontanò…